HomeDomandeNewsletterAbbonamentiArretratiLibriCarrelloContatto Accedi

Cerca gli articoli con queste parole:
Criteri
Posizione
Riviste
Periodo
Nessun oggetto nel carrello
Scelgo io
Edizione: 5/2013 ottobre

Nome: Scelgo io
Nato il: 22 gennaio 2002
Abbonamento: fr. 48.00 all'anno
Uscita: entro il 30 dei mesi dispari


Abbonati a Scelgo io
Acquista gli arretrati
Acquista i libri
Scelgo io su iPad e iPhone

Torna indietro
5/2013 ottobre | pagina 4

Troppo sport storpia
I medici dello sport sconsigliano ai bambini di praticare allenamenti intensi

I giovanissimi che praticano un allenamento sportivo troppo impegnativo rischiano di avere gravi problemi all'apparato locomotore.

I campioni dello sport come Roger Federer godono di una grande fama e guadagnano fior di soldoni. Non stupisce quindi che alcuni genitori e bambini mirino a simili carriere. Con questo ideale, i giovani cominciano presto ad esercitarsi. Non sono rari allenamenti di 16-20 ore alla settimana, come osserva Carlo Camathias, primario del reparto di ortopedia sportiva dell'Ospedale pediatrico universitario di Basilea.

Spesso, però, per un corpo giovane questo è troppo. «Ci capita sempre più spesso di riscontrare segni di ipersollecitazione in bambini e adolescenti che si dedicano all'attività sportiva sin da piccoli e intensivamente», commenta Camathias.

Il ricercatore Neeru Jayanthi del Loyola University Medical Center di Chicago (Illinois, Stati Uniti), ha presentato al Congresso dell'associazione americana di medicina sportiva un approfondito studio in merito.

Nella sua clinica, tra il 2010 e il 2013, ha esaminato più di 1'200 sportivi di età compresa tra 8 e 18 anni. Oltre 800 di questi giovani sono stati curati dal suo team per ferimenti, e molti avevano piccoli disturbi quali stiramenti muscolari o dolori alle ginocchia.

In oltre 500 casi, la causa dei ferimenti era l'ipersollecitazione. Ne facevano parte tendini infiammati, che si presentano soprattutto negli sport in cui bisogna correre molto. Anche la sindrome da conflitto della cuffia dei rotatori era molto frequente. In genere, si tratta di irritazioni delle cuffie dei rotatori, che limitano i movimenti delle spalle. Pure depositi di calcio e artrosi possono causare questa sindrome.

Fratture della colonna vertebrale o deformazioni delle cartilagini del ginocchio a causa di ipersollecitazione facevano parte dei ferimenti più gravi riscontrati dal team di Jayanthi. Il ricercatore americano ne è sicuro: molti di questi ferimenti si sarebbero potuti evitare.

Con un solo sport, ci sono più rischi
I giovani sportivi che si concentrano su un unico tipo di sport presentano il maggior rischio di ferimenti.

Jayanthi ha confrontato anche l'età dei giovani con il numero di ore di allenamento settimanale. Risultato: il rischio di ferimento serio aumentava del 70% se i pazienti si allenavano settimanalmente per più ore di quanti erano gli anni della loro età. Esempio: se un 14enne si allenava per oltre 14 ore alla settimana aveva un rischio di ferimento maggiore di ben due terzi. Ciò vale soprattutto per i generi di sport che richiedono sempre le stesse serie di movimenti: tennis, ginnastica o danza.

Lo specialista in medicina dello sport Walter O. Frey della clinica Balgrist Movemed di Zurigo non è sorpreso: «Spesso i giovani sportivi imparano solo poche serie di movimenti».

Questo aumenterebbe il rischio di ferimento, perché in situazioni critiche manca loro il riflesso necessario a scampare il pericolo. In più, si strapazzerebbe sempre solo lo stesso tessuto, cosa che provoca infezioni croniche a tendini, legamenti, capsule articolari e ossa, addirittura fratture da stress, come spiega Frey. Con questo si rinforzerebbero i muscoli unilateralmente, e le conseguenze sarebbero sollecitazioni errate.

«I bambini che si allenano molto in una sola disciplina sportiva sono ciò nonostante rigidi nei movimenti», osserva anche Silke Schmid Oggier, medico scolastico di Zurigo.

L'ideale è imparare in modo giocoso
Per l'ortopedico Fritz Hefti, dell'Ospedale pediatrico universitario di Basilea, non bisogna allenare eccessivamente durata e forza a quest'età; i bambini dovrebbero piuttosto imparare la destrezza in modo giocoso: «Nella fase di crescita l'apparato locomotore non è ancora molto sollecitabile».

Nel caso peggiore, le lunghe sollecitazioni potrebbero compromettere la crescita ossea o causare deformazioni di tipo artritico alle articolazioni, o un accorciamento della muscolatura delle gambe. «Bambini e giovani dovrebbero allenarsi in discipline sportive possibilmente variate», consiglia Hefti.

Anche Ingo Froböse della Scuola superiore di educazione fisica di Colonia (Germania) consiglia ai genitori di non far svolgere ai loro figli una particolare disciplina sportiva fino a un'età di 12 anni. Per lui, i bambini dovrebbero cominciare semplicemente con l'educazione fisica.
Questo permetterebbe un migliore sviluppo delle capacità motorie e cerebrali. A 16 anni si potrebbe poi passare a una specializzazione. L'organismo è a quel momento in gran parte formato e in grado di sopportare anche sollecitazioni unilaterali.


Consigli

Un giorno di pausa a settimana

- Permettete a vostro figlio di praticare attività sportive senza pressioni competitive.

- Partecipate a un allenamento ogni tanto.

- Regola: il numero di ore settimanali di allenamento non dovrebbe superare quello degli anni d'età del bambino.

- Stabilite gli spazi di tempo dedicati allo sport: al massimo 2/3 di allenamento, almeno 1/3 di gioco libero.

- Ogni due mesi circa lasciate fare a vostro figlio due settimane di pausa dall'attività sportiva.

- Un giorno senza allenamento alla settimana è un dovere.

Andreas Grote, Gesundheitstipp
Silvia Mossi

Impressum Design by VirtusWeb