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Edizione: 5/2013 ottobre

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5/2013 ottobre | pagina 14

Malati di troppe medicine
Ogni farmaco può interagire con un altro e causare problemi

Dalle vertigini alle emorragie. Gli effetti secondari causati dai mix di farmaci possono avere conseguenze importanti sulla salute dei pazienti anziani.

In 65 anni, Carla non ha mai assunto un farmaco. Ora ne ha 75 e ne prende cinque: un betabloccante perché le tremano molto le mani, due antidolorifici contro i reumatismi, pastiglie di cortisone e, per contrastare l'aggressione di queste ultime alle ossa, il medico le ha prescritto pasticche di calcio contro l'osteoporosi. «Tutte le mattine preparo tutto e ingoio le pastiglie una dopo l'altra», racconta la signora.

Lina se la passa ancora peggio: l'87enne deve assumere nove diversi farmaci nell'arco della giornata. Ha pastiglie contro i disturbi del ritmo cardiaco, per la pressione, lo stomaco, la tiroide e gocce per gli occhi. A volte, quando il cuore batte troppo forte, un po' di valeriana.

Carla e Lina non sono le uniche in questa situazione: oltre il 40% dei pensionati ha almeno cinque prescrizioni di farmaci. Lo dimostrano le cifre della cassa malati obbligatoria in Germania. Gli esperti ritengono che in Svizzera la situazione sia simile.

Effetti collaterali e interazioni pericolose
Questi cocktail possono avere brutte conseguenze. «Ogni farmaco in più fa aumentare il rischio di effetti collaterali», afferma Stefan Neuner-Jehle, medico e docente presso l'Università di Zurigo. Inoltre possono crearsi pericolose interazioni se i farmaci mal si sopportano tra loro, rinforzandosi o indebolendosi reciprocamente.

Secondo alcuni studi internazionali, fino al 6,5% dei ricoveri ospedalieri è riconducibile a farmaci non tollerati. Trasponendo queste cifre alla Svizzera, si tratta di ben 87 mila ospedalizzazioni

«Le persone anziane ne sono colpite con particolare frequenza», spiega Neuner-Jehle. In generale, il motivo sarebbero le varie malattie in corso contemporaneamente, per cui i pazienti di una certa età devono assumere più medicine. Gli anziani, però, non reggono molti farmaci perché il loro metabolismo è più lento, mentre reni e fegato lavorano meno bene. Anche un solo medicamento può avere un effetto eccessivo o troppo duraturo. Le conseguenze possono essere capogiri, emorragie, cadute e disorientamento.

Un rischio è dato ad esempio dalla combinazione di farmaci che fluidificano il sangue con antibiotici e pastiglie antireumatiche, ma anche preparati a base vegetale come ginkgo e ginseng (vedi tabella), che possono rinforzare l'effetto dell'emofluidificante, causando pericolose emorragie.

Thomas Münzer, primario della Clinica geriatrica di San Gallo, mette in guardia dall'assunzione di forti antidolorifici con pillole contro malattie psichiche: «Questa combinazione può causare confusione, ancora di più se vi si aggiunge alcol». Nel peggiore dei casi, può inibire le funzioni cerebrali degli anziani in modo così grave da farli apparire dementi. Münzer conosce casi simili di «pseudo-demenza, spesso in collegamento con sonniferi quali le benzodiazepine». Lo stato dei pazienti presenterebbe un netto miglioramento dopo la sospensione graduale della terapia.

Su 500 farmaci la metà non serve
Lo dimostra uno studio del medico israeliano Doron Garfinkel pubblicato sulla rivista Archives of Internal Medicines. Lo studioso e il suo team hanno analizzato i farmaci di 70 anziani. Delle oltre 500 medicine (in tutto) che dovevano assumere, quasi la metà è risultata inutile. Dopo la rinuncia all'assunzione, nessun paziente è peggiorato, al contrario: si sentivano molto meglio e il loro cervello è tornato a funzionare bene.

Münzer consiglia ai pazienti di chiedere spesso al loro medico se devono ancora prendere tutti i farmaci e se la dose è ancora giusta. Il dottore deve quindi essere informato esaurientemente, all'infuori dal fatto che il farmaco assunto sia stato prescritto all'ospedale, da un altro medico o acquistato di propria iniziativa.

«Bisognerebbe avere sempre con sé un elenco aggiornato dei propri farmaci», consiglia il medico Etzel Gysling. In tal modo, qualsiasi specialista può controllare se "vanno d'accordo" tra loro.

In presenza di più malattie, Stefan Neuner-Jehle consiglia a medico e paziente di stabilire in comune le priorità. Non ogni malattia deve essere «curata fino all'estremo». Nei pazienti anziani, si tratterebbe soprattutto di migliorare il senso di benessere.

Sonja Marti, Gesundheitstipp
Vichi Masella

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