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Edizione: 5/2013 ottobre

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5/2013 ottobre | pagina 11

Le verdure anti-Parkinson
Patate, peperoni e melanzane possono prevenire il morbo

Le verdure solanacee contengono nicotina, ma in minime quantità. Mangiarne molte previene il morbo di Parkinson. Lo dice una ricerca.

Già studi precedenti avevano dimostrato che i fumatori si ammalano più raramente del morbo di Parkinson. Ora, alcuni ricercatori dell'Università statunitense di Seattle hanno scoperto che anche le persone che mangiano tante verdure quali patate, pomodori, peperoni, melanzane o peperoncino soffrono di questa malattia con minore frequenza.

Come la pianta del tabacco, anche queste verdure fanno parte delle solanacee. Di conseguenza contengono nicotina, ma in quantità nettamente inferiore. Per un confronto: mentre una sigaretta contiene fino a 1 milligrammo di nicotina, per la stessa quantità ci vogliono 20 chili di pomodori.

Secondo i ricercatori, sembra che per proteggere le cellule cerebrali bastino già piccolissime quantità di nicotina. In pratica, ritengono che questa sostanza abbia un'azione simile a quella della dopamina, che agli ammalati di Parkinson manca. Per lo studio, gli scienziati hanno interrogato più di 1'000 persone in età avanzata, con o senza il morbo in questione, sulle abitudini alimentari avute nell'arco della loro vita.

Il rischio di ammalarsi si riduce del 30%
Risultato: gli ammalati di Parkinson avevano mangiato nettamente meno verdure delle persone di confronto sane. Sulla base dei dati raccolti, i ricercatori hanno calcolato che da due a quattro pasti a base di solanacee alla settimana riducono il rischio di ammalarsi del 30%.

Questo risultato non sorprende il presidente della commissione specializzata dell'Associazione svizzera del morbo di Parkinson. «Lo studio è interessante, sostiene la tesi che sia la nicotina a proteggere le cellule cerebrali», commenta Stephan Bohlhalter, presidente dell'associazione. Per poterne essere certi, questi risultati dovrebbero però essere confermati da altri studi.

Per Bohlhalter il risultato è comunque positivo: «Ora c'è un motivo in più per mangiare tante verdure».

Brigitte Jeckelmann, Gesundheitstipp
Silvia Mossi

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