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Edizione: 5/2013 ottobre

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5/2013 ottobre | pagina 25

I rischi del cesareo
Anche dopo un taglio cesareo le donne possono far nascere un altro figlio per parto naturale. Esiste comunque il rischio di una lacerazione dell'utero.

Un bambino su tre nasce per parto cesareo. Non senza conseguenze: sulla parete dell'utero si forma una cicatrice che indebolisce il tessuto in modo che, con la sollecitazione della gravidanza successiva, si può strappare. Molti medici, perciò, sconsigliano il parto naturale del secondo figlio.

Sempre più studi dimostrano però che tutto sta alla guarigione della cicatrice. Inoltre, dipende se i chirurghi hanno potuto pianificare il taglio cesareo o l'hanno dovuto svolgere d'urgenza.

Recentemente, alcuni scienziati hanno scoperto un metodo con il quale si può prevedere, sulla base dello spessore della parete dell'utero, se il parto naturale avrà un buon esito. Per lo studio hanno esaminato 121 donne incinte che avevano in precedenza partorito con taglio cesareo.

Se, durante la gravidanza, la parete dell'utero con la cicatrice si assottiglia solo di poco, il tessuto è stabile ed è possibile il parto naturale. Se, invece, la parete continua ad assottigliarsi, il tessuto è guarito male ed è quindi meno stabile. I ricercatori hanno pubblicato il loro studio sulla rivista specialistica Ultrasound in Obstetrics & Ginecology.

Gli specialisti attendono. Sarebbero necessari altri studi, soprattutto più vasti, come dice Gero Drack, specialista in ostetricia presso l'Ospedale cantonale di San Gallo. I medici, però, informerebbero già le pazienti del problema. Da 6 a 4 settimane prima del parto si esamina la parete dell'utero con l'ecografia.
Secondo la Società svizzera di ginecologia e ostetricia, l'utero si strappa in 75 casi di parti naturali su 10 mila preceduti da parto cesareo. Tra le donne che non hanno subito un taglio cesareo, ciò avviene solo in un caso su 10 mila.

gro, Gesundheitstipp
Silvia Mossi

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