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Edizione: 5/2013 ottobre

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5/2013 ottobre | pagina 28

Soft drink "matematici"
Le bibite con il fruttosio fanno aumentare il rischio di calcoli

Chi consuma molte bevande zuccherate si ammala più spesso di calcoli renali. Ma ci sono altre bibite che riducono i rischi.

Dopo aver analizzato i dati di 194 mila partecipanti a vari studi, alcuni ricercatori italiani e statunitensi hanno constatato che i grandi bevitori di bibite zuccherate si ammalano più spesso di calcoli renali.

Sull'arco di otto anni si è dimostrato che chi giornalmente beveva almeno una Coca Cola zuccherata presentava un rischio nettamente più elevato di ben un quarto rispetto ai partecipanti che ne bevevano raramente. Per altri soft drink il rischio è aumentato addirittura di un terzo, come scrivono gli autori sul Clinical Journal of the American Society of Nephrology.

Hermann Saxenhofer, esperto del Centro di nefrologia di Berna, suppone che sia la grande quantità di fruttosio presente nelle bevande a stimolare la formazione dei calcoli: «Il fruttosio causa l'espulsione nelle urine di molto calcio e ossalato, le due sostanze responsabili della forma più frequente di calcoli renali».

Il gruppo di Pietro Ferraro dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma ha inoltre rilevato che altre bevande possono ridurre la formazione di calcoli renali. Ne fanno parte caffè (con e senza caffeina), tè nero, vino, birra e succo d'arancia.

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