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Edizione: 6/2013 dicembre

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6/2013 dicembre | pagina 12

Ossa più sane in modo naturale
Alcuni farmaci contro l'osteoporosi fanno più male che bene

Contro le ossa fragili si può ricorrere a tutta una serie di farmaci. Alcuni, però, possono avere pericolosi effetti collaterali. Ma ci sono anche altre cure.

«Le mie ossa sono ancora forti?» si è chiesta Pamela quando ha raggiunto i 60 anni, decidendo di sottoporsi alla misurazione della densità ossea. Il referto medico l'ha spaventata: osteoporosi avanzata.

Le viene prescritto il farmaco Fosamax. Conseguenza: «Mi sono venuti forti dolori alla spalla», racconta. Il dolore era tale che non riusciva quasi più a sollevare il braccio. Dopo tre mesi, ha interrotto il trattamento. «I dolori sono spariti subito», aggiunge la donna, oggi 69enne.

Rita ha provato a rallentare l'osteoporosi con il medicamento Bonviva: «Lo sopportavo abbastanza bene», spiega, «ma non è servito a nulla».

I bifosfonati, come Fosamax, Bonviva, Aclasta e Actonel, sono da anni oggetto di critica: diversi studi hanno dimostrato che, in determinati pazienti, possono aumentare il rischio di frattura del femore e distruggere l'osso mandibolare. Ricercatori inglesi hanno scoperto che, in casi estremi, questi medicinali possono persino causare un tumore all'esofago.

Una terapia non deve durare troppo
Wolfgang Becker-Brüser, medico, farmacista e caporedattore della rivista specializzata tedesca Arznei-Telegramm, mette in guardia da una terapia che duri più di tre-quattro anni: «Scientificamente non è dimostrato che un periodo più lungo sia utile».

«Sono sostanze che rimangono nel corpo per un periodo straordinariamente lungo», aggiunge Etzel Gysling, medico ed editore della rivista specializzata indipendente Pharmakritik.

I medici sono comunque concordi nell'affermare che i bifosfonati sono efficaci contro l'osteoporosi. Dal punto di vista statistico, riducono il rischio di fratture di circa la metà, come dimostrano diversi studi. Urspeter Masche, medico di Basilea e redattore di Pharmakritik, invita tuttavia a prescriverli con maggiore cautela.

Pure l'Arznei-Telegramm giunge alla stessa conclusione: «I bifosfonati vanno prescritti solo ai pazienti che hanno già subito fratture vertebrali o in caso di rischio elevato di un peggioramento dell'osteoporosi».

I medici prescrivono spesso alle loro pazienti anche pastiglie o gocce di vitamina D e calcio, entrambe sostanze necessarie alle ossa per mantenersi forti. Ma nemmeno questa soluzione è esente da rischi. Ricercatori neozelandesi dell'Università di Auckland hanno di recente confermato che le pastiglie di calcio aumentano il rischio di infarto cardiaco e colpo apoplettico.

Alcuni farmaci contro altre malattie possono favorire l'osteoporosi o esserne una concausa, ad esempio i preparati cortisonici, i medicinali contro l'epilessia e determinati prodotti contro il tumore al seno.

Nocciole e cavolo rapa sono fonti di calcio
Nel quadro di un'ampia analisi, alcuni ricercatori canadesi hanno dimostrato che pure i prodotti contro il diabete, gli inibitori dell'acidità gastrica, gli antidepressivi e determinate terapie contraccettive ormonali aumentano il rischio di fragilità ossea.

Spesso, anche i metodi dolci aiutano a mantenere forti le proprie ossa: ad esempio, lo sport all'aria aperta rafforza i muscoli e l'esposizione alla luce del sole favorisce la sintesi di vitamina D.

È inoltre importante consumare una quantità sufficiente di alimenti ricchi di calcio, come latte, yogurt, formaggio, nocciole, verdure come cavolo rapa e broccoli, oppure determinate acque minerali.

Su Pamela, il metodo dolce ha avuto successo. La sua densità ossea è infatti leggermente aumentata. «Praticamente ogni giorno cammino di buon passo per almeno un'ora», spiega. Inoltre, assume gocce di calcio e frequenta corsi di ginnastica. Un bell'impegno, che però le fa bene e la diverte.

Anche l'agopuntura può dare una mano
Da un anno, Rita prende capsule di erbe cinesi, gocce di vitamina D, pastiglie di calcio e magnesio, e si sottopone a sedute di agopuntura. «Da quando lo faccio, mi sento molto bene», afferma. Inoltre, da anni pratica sport e bada ad assumere calcio a sufficienza con l'alimentazione.

I produttori difendono i loro farmaci: Jacques-Henri Weidmann, portavoce di Sanofi, scrive che Actonel è venduto da anni in Svizzera. Nell'informazione specialistica è comunque scritto che la durata ottimale del trattamento non è stata ancora accertata.

La Roche ammette che tra i consumatori di Bonviva ci sono stati alcuni casi di tumore all'esofago, ma il legame con il farmaco non è stato dimostrato.

Angelika März scrive che Merck Sharp & Dohme è convinta che Fosamax costituisce una terapia efficace e preziosa contro l'osteoporosi.

Friederike von Redwitz, portavoce di Novartis, comunica che, secondo l'informazione specialistica, le fratture e il tumore all'esofago non sono effetti collaterali del farmaco Aclasta.

Brigitte Jeckelmann, Gesundheitstipp
Monica Gambetta

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