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Edizione: 6/2013 dicembre

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6/2013 dicembre | pagina 8

Effetti collaterali: morale a terra
Anche i medicamenti contro la caduta dei capelli possono abbassare l'umore

Molti farmaci possono provocare pensieri suicidi e causare depressioni. Sia quelli che dovrebbero curarle, sia altri che con l'umore non c'entrano niente.

Eruzioni cutanee, nausea, mal di testa: la maggior parte degli effetti collaterali dei farmaci non è pesante e passa in fretta. Se i pazienti entrano però in depressione e aumenta il rischio di suicidio, vi è urgente necessità d'agire.

Lo psicofarmacologo di Berlino Bruno Müller-Oerlinghausen ha composto, per una rivista specialistica tedesca, un elenco di farmaci che possono causare depressione e pensieri suicidi. Non ne fanno parte solo medicamenti speciali, ma anche altri molto diffusi come i riduttori del colesterolo o gli antidepressivi (vedi tabella).

Secondo Müller-Oerlinghausen, le depressioni sono relativamente frequenti con il principio attivo contro l'epatite interferone alfa.
Un'indagine approfondita ha dimostrato che su 100 pazienti che assumono questa sostanza, 7 si ammalano di depressione entro sei mesi.

«Alle persone che hanno già sofferto di depressione o che hanno una depressione acuta non dovrebbero essere prescritti questi farmaci», conclude la commissione di esperti.

Noti per i loro effetti sul cervello sono anche i farmaci antimalarici con il principio attivo meflochina, ad esempio Lariam. Questa sostanza potrebbe causare stati depressivi, soprattutto alle donne, ancora settimane dopo la sua assunzione, rovinando le vacanze alla grande.

Disturbi neuropsichiatrici in una persona su tre
Uno studio del 2009 ha dimostrato che quasi una persona su tre ha subito disturbi neuropsichiatrici dopo l'assunzione di meflochina. Altri principi attivi presentano un rischio inferiore, ad esempio la combinazione di atovaquone e proguanil usate nel farmaco Malarone hanno causato questi effetti collaterali in un paziente su sette.

Il principio attivo finasteride, usato nel farmaco per la ricrescita dei capelli Propecia e in quello per la prostata Proscar, può causare sintomi depressivi che durano vari mesi. Lo hanno dimostrato diversi studi.

Anche la pillola antifumo Champix è criticata. Nel 2011, alcuni studiosi statunitensi hanno riportato i risultati della loro ricerca, pubblicati sulla rivista specialistica Plos One, nella banca dati dei gravi effetti collaterali stilata dall'autorità statale di controllo dei farmaci, secondo la quale tra il 1998 e il 2010 ben 3 mila persone che hanno assunto Champix hanno sviluppato una depressione. Di queste, una su dieci si è suicidata.

Persino un farmaco contro l'acne, Roaccutan, fa parte delle medicine criticate. Il principio attivo isotretinoina aumenta di tre volte il rischio di entrare in depressione. Lo ha dimostrato un grande studio dell'Università di Montreal. Altre ricerche non sono però state in grado di confermare questo risultato.

Trovare le prove sarebbe difficile, dice Müller-Oertinghausen, anche perché alla fine dei conti un paziente con grave acne su tre soffre di depressione a causa della malattia: «È spesso difficile distinguere se la depressione è causata da una malattia o da un farmaco». Lo stesso vale per la disassuefazione dal fumo con Champix.

Anche l'astinenza da nicotina può causare stati depressivi.

Antidepressivi che portano al suicidio
La dimostrazione diventa particolarmente difficile con gli antidepressivi, soprattutto quelli del gruppo degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina. Ne fanno parte i principi attivi sertralina o paroxetina.

«Dovrebbero poter ridurre il rischio di suicidio, ma non vi sono prove al riguardo», spiega Müller-Oertinghausen. Al contrario, i farmaci sono addirittura sospettati di poter portare al suicidio. Il principio attivo paroxetina non è ammesso per i giovani di meno di 18 anni perché potrebbe portare a pensieri suicidi.

Per Müller-Oerlinghausen non ci sono dubbi: i pazienti e i loro familiari devono essere informati sui rischi. Spesso esiste un farmaco alternativo. Lo hanno riconosciuto i medici della Charité di Berlino tre anni fa, analizzando i dati di 44 mila pazienti epilettici: chi assumeva farmaci con un rischio maggiore di causare depressione triplicava la possibilità di autolesioni o suicidio rispetto ai pazienti senza farmaci.

Novartis contesta che i dati indichino un nesso tra il suo riduttore del colesterolo Lescol e le depressioni. Tutti gli altri produttori rimandano al foglietto illustrativo, sul quale il rischio sarebbe segnalato. Janssen-Cilag, produttrice del farmaco antiepilettico Topamax, scrive che sarebbe «compito dello specialista curante informare esaustivamente sulla terapia e sorvegliarla».

Per Glaxosmithkline i medici sarebbero informati in modo «sufficiente» sul rischio potenziale di Zyban e Deroxat dalla stampa specialistica. Roche ammette che il suo farmaco antimalarico Lariam può causare «effetti indesiderati». Si tratterebbe però di contrastare una malattia potenzialmente letale. Pfizer scrive che con i suoi farmaci Chamix e Zoloft sarebbe «indispensabile un controllo regolare del decorso della terapia da parte del medico».

Galderma-Spirig conferma che il principio attivo del suo farmaco antiacne Tretinac potrebbe causare depressioni, tentativi di suicidio e suicidi. I pazienti dovrebbero eventualmente «essere sottoposti ad esami psichiatrici o psicologici». Sanofi scrive che i suoi farmaci Sabril e Tarivid sono prescritti dai medici «con piena conoscenza di causa». I produttori di Sortis, Intron A, Propecia e Proscar non hanno preso posizione.

Andreas Grote, Saldo
Michela Salvi


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