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Edizione: 1/2014 febbraio

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1/2014 febbraio | pagina 5

O alcol o antidolorifici
Alcol e paracetamolo insieme danneggiano i reni. Lo dice una ricerca condotta negli Stati Uniti.
Chi prende antidolorifici e, allo stesso tempo, assume bevande alcoliche rischia di danneggiare i reni. Per lo meno quando si tratta di farmaci quali Panadol o Dafalgan, che contengono il principio attivo paracetamolo.

È la conclusione cui sono giunti i ricercatori dell'Università statunitense Parker di Dallas dopo aver valutato un'indagine su più di 10 mila partecipanti. Una piccola parte di questi assumeva regolarmente paracetamolo, mediamente 1,2 grammi al giorno. Tale dose corrisponde a un po' più di due pastiglie.

I partecipanti all'indagine che assieme agli antidolorifici bevevano da poco a una quantità media di alcol hanno presentato una frequenza doppia di danni ai reni. Gli autori lo hanno recentemente riportato al congresso annuale dell'American Public Health Association tenutosi a Boston.

Un altro risultato dello studio: chi beve solo alcol o assume solo paracetamolo ma non entrambe le sostanze insieme non presentava alcun aumento del rischio. Questo, però, solo a un consumo moderato. A dosi elevate, infatti, sia l'alcol sia il paracetamolo può danneggiare i reni.


Al cuore piace intenso

Sforzare un po' il cuore ha benefici sui cardiopatici. Lo afferma un'indagine su migliaia di malati.
I pazienti con il cuore indebolito possono trarre giovamento dallo sport, persino da un intenso allenamento. I ricercatori australiani dell'Università del New England di Armidale hanno valutato 74 studi su complessivamente 6 mila pazienti con insufficienza cardiaca che soffrono spesso di insufficienza respiratoria, particolarmente quando si sforzano.

In Svizzera ne sono colpite circa 200 mila persone. Coloro che svolgevano regolarmente un allenamento duro sono riusciti a migliorare nettamente la loro prestazione cardiaca. Chi si allenava solo dolcemente non ne ha invece tratto grandi vantaggi.

Per i pazienti con un cuore debole, già una passeggiata a ritmo sostenuto può essere un allenamento duro, come scrivono gli autori sulla rivista specialistica Jacc: Heart Failure.

In passato, ai pazienti cardiopatici si consigliava di risparmiarsi fisicamente. Oggi è diverso, come dice il professore in cardiologia presso l'Ospedale universitario di Zurigo Thomas Lüscher.

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