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Edizione: 1/2014 febbraio

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1/2014 febbraio | pagina 26

Vecchi farmaci più efficaci
Diabete: le nuove medicine non portano maggiori benefici

I farmaci contro il diabete di tipo 2 possono avere molti effetti collaterali. E i più nuovi rimedi non sempre sono i migliori.

Silvia non sapeva cosa le stava accadendo, ma si sentiva sempre molto stanca e aveva spesso una gran sete. «Il medico ha subito avuto un sospetto e mi ha misurato la glicemia», ricorda la 74enne. Il test ha confermato un diabete di tipo 2, il cosiddetto diabete senile.

Contro questa malattia, i medici in genere prescrivono farmaci. E ne hanno a disposizione una vasta scelta (vedi tabella). Ma quelli vecchi si dimostrano spesso migliori dei più nuovi e costosi.

Lo ha dovuto scoprire a proprie spese anche Silvia. Dal momento della diagnosi sono passati già 15 anni. In questo lasso di tempo ha dovuto provare più farmaci di quanti avrebbe voluto. Per anni, infatti, nessun è stato efficace: la glicemia restava sempre troppo alta.

A ciò si sono aggiunti anche grossi problemi intestinali: «Avandia e Galvus mi causavano una forte diarrea».

Oggi prende Metformin-Mepha e Victoza. Il principio attivo metformina esiste già da più di 50 anni. Rinforza l'effetto dell'ormone insulina, il quale provvede a fare in modo che il corpo depositi gli zuccheri del sangue nel fegato e nei muscoli, cosa che nei diabetici non avviene più correttamente. Di conseguenza, i malati hanno troppo zucchero nel sangue. Alla lunga, questa condizione danneggia vasi sanguigni e nervi.

Anche il medico Philipp Gerber, specialista di diabete presso l'Ospedale universitario di Zurigo, utilizza spesso la metformina. Questo vecchio principio attivo contro il diabete senile sarebbe adatto a circa nove pazienti su dieci.

Ha due grandi vantaggi: non fa ingrassare e non causa ipoglicemia. Questa si presenta quando il corpo toglie troppo zucchero dal sangue. Conseguenze: tachicardia, tremore muscolare, e nel peggiore dei casi il coma.

Silvia ha bisogno anche di insulina. Secondo Gerber, molti altri malati non ne possono fare a meno. Lo svantaggio è che i pazienti devono iniettarsi l'insulina, alcuni diverse volte al giorno.
Per Silvia, tuttavia, l'insulina ha avuto un effetto decisamente sgradito: «In un solo anno sono ingrassata di circa 20 chili».

La glicemia della donna oggi è finalmente a posto, «ma a causa dei farmaci soffro sempre di stitichezza e mangiare mi ripugna».

Due medicamenti e più movimento
Oscar ha invece fatto esperienze migliori. Oggi prende una combinazione di due farmaci: uno contiene metformina e il nuovo principio attivo vildagliptina, l'altro si chiama Diamicron ed è in vendita da 35 anni. Anche questo agisce sul metabolismo degli zuccheri, ma in altro modo: stimola il pancreas a rilasciare più insulina.

Gerber considera che, nel caso del diabete, sarebbe spesso utile combinare diversi principi attivi: «In genere, questo sistema dà più risultati dell'assunzione di un singolo farmaco a dosi più elevate».

Con la combinazione dei due farmaci antidiabetici, Oscar si trova bene. Oggi, due anni dopo la diagnosi, la sua glicemia è di nuovo normale. Ma anche lui s'è dato da fare: «Mi muovo di più e sono dimagrito di ben 15 chili». La piacevole conseguenza: deve prendere un terzo di farmaci in meno che all'inizio.

Christian Egg, Gesundheitstipp
Silvia Mossi

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