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Edizione: 1/2014 febbraio

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1/2014 febbraio | pagina 29

Devo accettare un farmaco generico?
«Il medico di famiglia mi ha prescritto un antidolorifico. Il farmacista mi ha dato però un generico. Devo accettarlo?».

Sì, perché i farmaci generici contengono gli stessi principi attivi del farmaco originale. Hanno semplicemente un altro nome e costano meno.

Pertanto il farmacista può dare, invece del farmaco originale, uno generico.

Dal punto di vista finanziario conviene anche a lei prendere un generico. Se lei insiste per ottenere il preparato originale e nell'elenco delle specialità vi è un generico più economico, invece della partecipazione usuale del 10% dovrà pagare il 20%.

L'unica eccezione le sarebbe concessa qualora il medico avesse scritto esplicitamente sulla ricetta che le prescrive il farmaco originale per motivi medici.


Devo cambiare modello assicurativo?

«Mi sono rivolta a un dottore diverso da quello impostomi dal modello medico di famiglia. Ora la cassa malati mi ha comunicato che devo cambiare modello assicurativo. Lo può fare?».

Sì. La legge prevede che le casse malati possano escludere gli assicurati dal modello medico di famiglia se questi contravvengono alle condizioni poste.

Con il modello medico di famiglia, lei si impegna con la cassa malati a rivolgersi a un determinato dottore. In cambio, ottiene una riduzione del premio. Se si rivolge a un medico di sua scelta, viola le disposizioni assicurative.


Disturbi psichici: posso visionare la mia cartella?

«Ho lievi disturbi psichici e la sensazione che il medico mi nasconda parte della mia patologia. Ho quindi chiesto di poter vedere la mia cartella clinica. Il medico non me l'ha concesso, perché secondo lui ciò aggraverebbe il mio stato psichico. Ha ragione?».

No. Visionare la cartella clinica è un suo diritto e il medico non può vietarglielo.

Potrebbe impedirne la visione, però, in casi straordinariamente più gravi. Per esempio, nel caso in cui la salute del paziente fosse messa in pericolo dalla scoperta del proprio stato di salute.

In questi casi, il medico dovrà per lo meno concedere la visione della cartella a una persona di fiducia del paziente.


Mio figlio è in sovrappeso: cure rimborsate?

«Mio figlio di dieci anni è in forte sovrappeso e il medico gli ha consigliato di seguire una terapia specifica per dimagrire. I costi sono rimborsati dalla cassa malati?».

Sì. I costi dei programmi terapeutici di gruppo e individuali per la riduzione del peso di bambini e adolescenti fortemente in sovrappeso sono carico dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie.

Questi programmi permettono di curare i pazienti affetti da patologie collaterali o dovute al loro peso eccessivo, come il diabete o l'ipertensione arteriosa.


Da che giorno pago il premio?

«Mio figlio è nato il 17 dicembre e l'ho subito annunciato all'assicurazione di base. Secondo la cassa malati devo pagare il premio per tutto il mese. Ha ragione?».

No. L'assicurazione inizia dalla nascita del bambino, quindi deve pagare il premio dal 17 dicembre. I metodi di fatturazione delle casse malati sono purtroppo diversi anche se la legge è uguale per tutti.

Consiglio: paghi la parte proporzionale del premio di dicembre e lo comunichi per iscritto alla sua cassa.

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