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Edizione: 2/2014 aprile

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2/2014 aprile | pagina 5

Sovrappeso: danni all'udito
I chili di troppo compromettono l'udito. Lo dice una grande ricerca condotta negli Stati Uniti.

Uno stato di sovrappeso può influenzare la capacità d'udito. Lo dimostra un vasto studio svolto all'ospedale Brigham di Boston (Usa). Il gruppo di Sharon Curhan ha accompagnato più di 68 mila donne sull'arco di 20 anni. In questo lasso di tempo, una partecipante su sei ha subito una perdita dell'udito. Tra le donne in forte sovrappeso, il rischio è risultato il più elevato indipendentemente da altri fattori di rischio quali il fumo o un'alimentazione poco sana.

Possibile motivo: il sovrappeso restringe i vasi sanguigni, fatto che può avere un influsso negativo sull'udito. Sull'American Journal of Medicine, i ricercatori scrivono che il movimento fa bene: quattro ore a settimana a piedi riducono il rischio di diventare sordi.



Ricerche: risultati pilotati

Gli studi indipendenti giungono a risultati diversi rispetto a quelli finanziati dall'industria alimentare o del tabacco. Ora lo conferma un'analisi svolta in Spagna.

I critici lo pensano già da tempo: il risultato di una ricerca finanziata dall'industria alimentare è diverso da quello che avrebbe se la stessa fosse condotta da ricercatori indipendenti. Un gruppo dell'Università spagnola di Navarra lo ha ora dimostrato in modo dettagliato con l'esempio della Coca-Cola. I ricercatori hanno analizzato 17 studi in merito. Tutti avevano cercato risposta alla domanda se le bevande zuccherate facciano ingrassare. Si è dimostrato che gli studi finanziati da grandi gruppi o associazioni alimentari, in cinque casi su sei, giungono alla conclusione che queste bevande non sono una concausa del sovrappeso.

Negli studi non finanziati dall'industria, il rapporto era esattamente l'opposto: cinque su sei dimostrano che c'è senza dubbio una relazione tra i softdrink e il sovrappeso.

Nel loro articolo, pubblicato sulla rivista specialistica Plos Medicine, gli autori lo hanno confrontato con l'industria del tabacco. Anche questa aveva per anni finanziato ricercatori che in vari studi contestavano che il fumo causasse il cancro. Grazie a questi, l'industria poteva sostenere che la scienza non era univoca al riguardo.

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