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Edizione: 2/2014 aprile

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2/2014 aprile | pagina 12

Benefici esotici nel piatto
Il curry aiuta a digerire bene e combatte le infezioni intestinali

La miscela del curry sembra avere parecchie proprietà salutari. Lo si può usare in cucina per preparare le pietanze più diverse.

Dolce, un po' piccante e ben speziato: è il sapore dei biscotti con polvere di curry. Si possono preparare ad esempio con zenzero e mandorle, o con cacao in polvere e arachidi. Ma i biscotti sono solo una delle innumerevoli possibilità d'uso del curry in cucina.

Sotto questo nome si nasconde una colorata miscela di spezie esotiche. In genere, la componente principale del curry è la polvere giallo brillante della radice di curcuma. A questa si aggiungono numerose altre spezie come cumino, cardamomo, cannella, chiodi di garofano, peperoncino, coriandolo, anice stellato, zenzero e noce moscata. Nel paese del curry, l'India, queste miscele di spezie non si chiamano curry, bensì masala.

Tra medici e biochimici, la spezia contenuta nel curry che più ha risvegliato interesse è la curcuma.

Un'analisi statunitense di laboratorio del 2012 ha dimostrato che essa stimola le forze immunitarie nell'intestino permettendo di prevenire le infezioni causate da micosi, virus e batteri.

Secondo i ricercatori, questo sano effetto è dato già da quantità minime come quelle assunte con l'alimentazione. Studi precedenti avevano inoltre dimostrato che la curcuma riduce anche i polipi intestinali e può essere d'aiuto contro infezioni come il morbo di Crohn. La curcuma dovrebbe inoltre supportare bile e fegato, aiutando così a digerire i pasti pesanti.

I principi attivi del mix si rinforzano a vicenda
Ultimamente aumentano gli indizi che la stessa spezia possa addirittura contrastare le cellule cancerogene, alleviare le depressioni e prevenire l'Alzheimer.

Il professore tedesco Jan Frank dell'Università Hohenheim di Stoccarda ha svolto vari esami con la curcuma e il suo principio, la curcumina. L'esperto in biochimica e alimentazione però è prudente: «Finora ci sono principalmente risultati da esperimenti di laboratorio e sugli animali, ma pochi studi sugli umani ben controllati».

Pertanto sarebbe ancora poco chiaro quanto i risultati valgano anche per gli esseri umani, dato che c'è un problema: «Il corpo umano nemmeno assimila la curcumina», dice Frank. Con le miscele di curry ciò potrebbe funzionare meglio che con la curcumina da sola. «È possibile che i diversi principi attivi della curcuma e delle altre spezie rinforzino vicendevolmente gli effetti».

Anche gli altri ingredienti del curry possono fare bene. Ad esempio: chiodi di garofano, zenzero, cardamomo e anice stellato aiutano la digestione. Il cumino dovrebbe rinforzare le difese immunitarie, zenzero e peperoncino forniscono al corpo un benefico calore nei giorni freddi.

Cucinando con il curry bisognerebbe prima sempre scaldarlo in un po' d'olio. I grassi assorbono gli aromi e il corpo potrà in tal modo assimilare meglio i singoli principi. Il curry si adatta a molte pietanze a base di riso, lenticchie, verdure, pollo o agnello, come anche a piatti dolci.

Chi ama sperimentare in cucina può fare il curry da sé preparandolo secondo il proprio gusto: più piccante, più dolce, più acre, o addirittura fruttoso-fresco. Per una variante di quest'ultimo genere si può ad esempio aggiungere un po' di buccia secca di limetta bio o arancia.

Sonja Marti, Gesundheitstipp
Silvia Mossi



La prevenzione dei pomodori

Mangiare pomodori diminuisce il rischio di cancro alla prostata. Lo dice una vasta ricerca.

Uno studio condotto negli Stati Uniti conferma che i pomodori possono proteggere dall'insorgere del cancro alla prostata. I ricercatori dell'Università Harvard di Boston hanno ripetutamente interrogato più di 50 mila uomini sull'arco di 30 anni in merito alle loro abitudini alimentari. Quelli che mangiavano regolarmente pasti a base di pomodoro avevano un rischio ridotto del 28% di ammalarsi di cancro mortale alla prostata.

«Evidentemente, non importa in che modo si mangino i pomodori, se in insalata, minestra, sugo o crudi», commenta Thomas Walser, medico zurighese.

Già studi precedenti avevano dato indicazioni del fatto che consumare pomodori due volte alla settimana riduce nettamente il rischio di cancro alla prostata. I ricercatori suppongono che l'effetto salutare sia dato dal licopene contenuto nei pomodori. In piccole quantità, questa sostanza si trova anche in angurie, papaya e pompelmi.

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