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Edizione: 3/2014 giugno

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3/2014 giugno | pagina 2

Via l'angoscia, arriva la confusione
I farmaci usati contro la paura causano altri disturbi

I medici tendono a prescrivere antidepressivi per combattere le paure. Ma tra i loro effetti collaterali ci sono irrequietezza, nausea e rischio di cadute.

Tachicardia, respiro affannoso, dolori al petto, muscoli contratti, vertigini, nausea: i disturbi legati alla paura sono molteplici.

In molti casi sarebbe utile una consulenza medica sullo stile di vita o, nei peggiori, una terapia comportamentale. Spesso, però, i medici prescrivono antidepressivi. La loro utilità è controversa e il più delle volte hanno pesanti effetti secondari.

La rivista specialistica tedesca Arzneimittelbrief ha confrontato tra loro alcuni principi attivi, concludendo che i più sopportabili sono quelli del gruppo Ssri (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina). Ne fanno parte farmaci quali Deroxat, Cipralex, Seropram e Zoloft, che rilassano, ma in genere non rendono stanchi. L'elenco dei possibili effetti collaterali è tuttavia lungo: nausea, diarrea, irrequietezza, disturbi del sonno e sessuali.

Per il medico non è facile prescrivere il giusto principio attivo perché i pazienti reagiscono in modo diverso ai farmaci. Si va quindi per tentativi.

Altri preparati, come Anafranil e Insidon, possono causare secchezza delle fauci, tachicardia, irrequietezza, crampi e confusione, aumentando così il rischio di cadute. Arzneimittelbrief sconsiglia questi farmaci in particolare alle persone oltre i 65 anni.

Si può ricorrere anche a sostanze vegetali
I sintomi legati alle paure, come attacchi di panico in mezzo alla calca o prima di un discorso, possono colpire anche per brevi periodi. Spesso basta l'uso temporaneo di un rimedio a rapido effetto del gruppo delle benzodiazepine, come Temesta.

«Questi farmaci non sono una cattiva soluzione perché hanno solo lievi effetti collaterali», dice Etzel Gysling, medico collaboratore della rivista Gesundheitstipp e editore della rivista Pharma-Kritik. Ma anch'essi, nelle persone anziane, possono aumentare il rischio di cadute. In più possono creare dipendenza.

Le sostanze chimiche possono anche essere sostituite con altre vegetali. L'iperico è paragonabile agli antidepressivi e il suo effetto dura più a lungo, come dimostrano alcuni studi. Per l'uso a breve termine può essere adatto anche l'olio di lavanda (vedi articolo a pagina 8).

Lo scorso mese di febbraio, i ricercatori dell'Università di Vienna hanno confrontato i principi attivi paroxetina (gruppo Ssri) e silexan (un preparato all'olio di lavanda). Per dieci settimane hanno somministrato l'uno o l'altro a 540 pazienti con disturbi fobici.

Con il silexan il disturbo è migliorato molto più che con la paroxetina, senza stanchezza né altri effetti collaterali. Studi precedenti non erano invece stati in grado di dimostrare questo effetto. Il silexan, però, in Svizzera non si trova.

GlaxoSmithKline, azienda produttrice di Deroxat, scrive alla rivista Saldo che è compito del medico decidere quale sia il farmaco adatto ad ogni singolo paziente.

Gli sgraditi effetti collaterali di Anafranil, secondo la produttrice Novartis, scompaiono nel corso della cura. I produttori di Insidon e Soropram rimandano alle indicazioni sul foglietto illustrativo. I produttori di Zoloft e Cipralex non hanno preso posizione in merito.

Andreas Grote, Saldo
Michela Salvi

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