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Edizione: 3/2014 giugno

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3/2014 giugno | pagina 6

Prezzi salatissimi
I vari tipi di sale molto costosi venduti nei negozi non hanno nulla di speciale

Che sia definito come sano, gourmet, bio o esotico, il sale è sempre e solo sale. Un prezzo alle stelle non lo rende migliore.

Un chilo di sale acquistato in un negozio costa circa fr. 1.40. Chi proprio lo desidera può però anche pagare di più. Esempio: il sale Cyprus Flake Gourmet da Globus costa fr. 123.75 al chilo.

Per l'Ufficio federale della sicurezza alimentare è chiaro che «dal punto di vista chimico tutti i sali sono uguali». Lo conferma anche la chimica alimentare Florentine Hilty-Vancura del Politecnico di Zurigo.
Produttori e commercianti cercano comunque di rendere particolare questa merce economica, traendone maggiori guadagni.

- Sale sano: la ditta austriaca Sonnentor ha chiamato il suo sale magico ayurvedico "Sale della vita" (fr. 27.35/kg). «Non è trattato, è allo stato naturale e contiene minerali e oligoelementi di vitale importanza». L'Ufficio federale della sicurezza alimentare dice: «Non c'è un sale più sano di un altro».

- Gourmet: molti sali sono destinati alle buone forchette. Ad esempio quello di Migros Sélection, Fleur de sel, di provenienza portoghese (fr. 88.-/kg). «Qualità senza pari ed estremamente apprezzata sia dai buongustai sia dai migliori cuochi», scrive il grande distributore sulla confezione. Ma su richiesta Migros ammette: «Dal punto di vista gustativo, la differenza tra i diversi sali commestibili non è praticamente definibile».

- Esotico: i prezzi sono elevatissimi anche per il sale persiano blu dei mulini Fine Food di Coop (fr. 139.-/kg), del Murray Flake Gourmet, di provenienza australiana, venduto da Globus (fr. 116.-/kg) e di quello himalayano Migros Sélection dal macinino (fr. 65.-/kg). Ma il sale himalayano, ad esempio, proviene in genere da miniere situate in Pakistan, a una grande distanza dal massiccio dell'Himalaya.

- Biologico: secondo l'Ordinanza sull'agricoltura biologica, il sale non è un ingrediente di provenienza agricola; di conseguenza i commercianti non possono definire "bio" quello che vendono. Per questo motivo, aggiungono al sale ingredienti da coltivazioni bio e lo vendono rincarato.

- Originario: sulle confezioni risaltano anche definizioni come "sale originario" o "sale marino originario". Secondo il rivenditore gourmetoutlet.ch, Silver Crystal (fr. 8.62/kg) proviene da un lago salato situato ai margini del deserto africano del Kalahari. Questo sarebbe nutrito da un giacimento salino vecchio di 280 milioni di anni. Va detto che anche il sale svizzero proviene da un mare originario evaporato.

- Di provenienza: i consumatori pagano molto per sale che ha fatto lunghi viaggi. Esempio: il Salt of Origin Cyprus Flake di Eat.Art, che da Globus costa fr. 123.75 al chilo, proviene da Cipro ed è confezionato in Sudafrica.

- Con marchi di qualità: le saline svizzere del Reno assegnano l'etichetta "Garanzia di qualità" al sale Sel Mondo oro bianco proveniente dalla Sicilia (fr. 15.25/kg). In cosa consista questa garanzia di qualità, però, non si sa. Sulla confezione c'è scritto che il sale di Petralia, in Sicilia, è «scelto accuratamente da esperti». Anche sulla saliera di Vitasa

l Premium cristallino dal Pakistan del Nord (fr. 37.50/kg) fa bella mostra di sé un marchio di qualità. Ma anche qui non è ben chiaro il suo significato.

La ditta distributrice, Aromalife di Utzenstorf (Berna), definisce il sale «naturale» e «di qualità pura». Entrambi i marchi non sono assegnati da istituzioni indipendenti, bensì dalle ditte distributrici.
Tra l'altro, un eccessivo consumo di sale può far salire a dismisura la pressione arteriosa. Perciò, in generale, non può essere definito sano e bisognerebbe usarlo con parsimonia.

Sabine Rindlisbacher, Saldo
Vichi Masella

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