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Edizione: 3/2014 giugno

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3/2014 giugno | pagina 24

Senza l'alcol torna la salute
Cinque settimane senza bere e i valori migliorano

Rinunciare a qualsiasi bibita alcolica per qualche settimana giova alla salute. Lo ha dimostrato uno studio condotto in Inghilterra.

Non è necessario che sia per sempre: basta rinunciare agli alcolici per poche settimane perché la salute ne tragga beneficio. Lo indica per la prima volta un esperimento pratico della rivista scientifica inglese New Scientist.

Dieci collaboratori del giornale, tutti "normali" consumatori di alcol, hanno rinunciato al suo consumo per cinque settimane, mentre quattro loro colleghi hanno continuato a bere come sempre. Lo specialista epatologo londinese Rajiv Jalan ha analizzato fegato, sangue e peso dei partecipanti prima dell'inizio e al termine del test.

Il risultato è stato sorprendente: tra chi non ha bevuto alcol, tutti i valori sono migliorati. I grassi nel fegato, ad esempio, si sono ridotti del 15%. Jalan ritiene questo risultato «molto indicativo». Infatti, l'aumento dei grassi nel fegato sarebbe un preludio ai danni epatici causati dall'alcol.

Grazie all'astinenza è migliorata anche la qualità del sonno dei partecipanti, che si sentivano più svegli e prestanti di giorno.

Jalan si è meravigliato del fatto che il risultato fosse tanto netto già dopo appena cinque settimane. Vi sarebbero però ancora vari punti da chiarire, ad esempio per quanto tempo durano gli effetti positivi quando si riprende a bere alcol.

L'esperto in medicina preventiva David Fäh dell'Università di Zurigo conferma che una rinuncia temporanea può presentare vantaggi per la salute: «Ad esempio per dimagrire».

Fäh ritiene però che una pausa dal consumo alcolico sia utile soprattutto per motivi psichici: «Aiuta a riconoscere se si ha già una dipendenza». Tuttavia, una rinuncia riuscita non dovrebbe stimolare a riprendere un consumo ancora maggiore, come dice Monique Portner-Helfer, portavoce del consultorio Dipendenze Svizzera.

Una persona su cinque beve troppo
Il confine tra un consumo alcolico per piacere e a rischio si supera facilmente. Gli esperti consigliano perciò agli uomini in salute di non bere più di due bicchieri di vino al giorno e non bere alcol per almeno due giorni a settimana. Le donne dovrebbero limitare il loro consumo a una sola bevanda alcolica al giorno. Una quantità superiore è già considerata a rischio. Secondo i dati di Dipendenza Svizzera, nel nostro paese ne è colpita una persona su cinque.

Per il corpo le conseguenze possono essere devastanti. L'alcol, infatti, non danneggia solo il fegato ma anche esofago, pancreas, cuore e cervello. E, oltre a ciò, aumenta il rischio di cancro ad esempio al seno e all'intestino.

Recentemente, un vasto studio pubblicato sulla rivista specialistica inglese Lancet ha dimostrato l'importante aumento del rischio di un 40enne di morire nel giro di 20 anni determinato dal consumo di vodka: bevendone meno di mezzo litro a settimana, il rischio aumenta del 16%; più di un litro e mezzo del 35%.

Consigli

Occorre limitarsi

- Stabilite almeno due giorni senz'alcol a settimana.

- Stilate un elenco delle bevande analcoliche che preferite: ci sono tante alternative alla semplice acqua!

- Non spegnete mai la sete con l'alcol.

- Al ristorante, prendere sempre prima una bibita analcolica.

- Usate bicchieri piccoli e sorseggiate lentamente.

- Rifiutate se vi si spinge a bere o vi si riempie il bicchiere senza chiedere il permesso.

Sonja Marti, Gesundheitstipp
Vichi Masella


Battiti fuori tempo

Il nostro cuore è sempre più malato. Invecchiamento e stile di vita malsano sono le cause principali.

I ricercatori dell'Organizzazione mondiale della sanità hanno constatato che sono sempre di più le persone che soffrono di fibrillazione atriale. Questo aumenta il rischio di emboli.

Negli ultimi 20 anni, le nuove malattie a livello mondiale sono salite tra gli uomini da 61 a 78 e tra le donne da 43 a 60 casi su 100 mila.

Sulla rivista specialistica Circulation, gli scienziati chiedono migliori strategie per prevenire la fibrillazione atriale. «È una malattia legata all'invecchiamento», dice Christian Schmied, cardiologo all'Herzzentrum di Zurigo. Ma ne sarebbe corresponsabile uno stile di vita con un'alimentazione malsana, sovrappeso, fumo e poco movimento.

Tutto ciò causa diabete, ipertensione e malattie cardiache. La fibrillazione atriale è solo una delle conseguenze. Uno stile di vita sano è dunque il miglior metodo di prevenzione.

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