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Edizione: 4/2014 agosto

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4/2014 agosto | pagina 10

Redditività a scapito della salute
Un pesticida dannoso per l'uomo e gli animali è ammesso malgrado non sia necessario

La Confederazione permette ai contadini di trattare le ciliegie con un insetticida molto velenoso. Esisterebbero però valide alternative.

Molti contadini trattano le loro ciliegie sugli alberi con l'insetticida dimetoato. La sostanza è tossica e proibita, ma l'Ufficio federale dell'agricoltura (Ufag), tramite un'autorizzazione speciale, ha permesso l'impiego di prodotti di questo tipo nella coltivazione di ciliegie. L'autorità motiva la sua decisione sostenendo che si tratta di «una situazione d'emergenza», poiché per quest'anno prevede «una marcata presenza di insetti nocivi».

Secondo l'Ufag, l'efficacia dei prodotti alternativi sarebbe insufficiente contro la mosca delle ciliegie. L'autorità ignora così la raccomandazione dell'Istituto di ricerca Agroscope di Wädenswil. Gli esperti di pesticidi avevano raccomandato di bandire il dimetoato dalla coltivazione di ciliegie perché all'uomo può provocare danni alla salute e su insetti e mammiferi agisce come una potente neurotossina. Si sospetta inoltre che aumenti i rischi di ammalarsi di cancro.

Secondo Agroscope, le alternative ci sono. «Con altri insetticidi autorizzati e meno tossici è possibile raggiungere un effetto simile a quello che si ottiene con il dimetoato», afferma Stefan Kuske, esperto di insetticidi.

Questi prodotti hanno però uno svantaggio: per avere lo stesso effetto, i contadini devono trattare i ciliegi due volte al giorno anziché una sola. Per l'Associazione svizzera frutta (Asf) questo è un motivo sufficiente per richiedere l'autorizzazione speciale.

Per Josef Christen dell'Asf non si può rinunciare al dimetoato negli alberi di ciliegio ad alto fusto. Con un secondo trattamento la coltivazione non sarebbe più redditizia. Infatti, nelle piantagioni con alberi ad alto fusto comporterebbe un notevole aumento della mole di lavoro.

Il trattore facilita i compiti
La situazione è diversa per gli alberi a basso fusto. Da queste colture provengono circa i tre quarti delle ciliegie da tavola svizzere. Qui il lavoro dedicato al doppio trattamento ha meno peso, dato che è possibile percorrere i campi con il trattore. Secondo Christen, chi possiede colture a basso fusto punta sempre più su prodotti alternativi. Afferma inoltre che gli insetticidi alternativi offrono una protezione sufficiente.

In realtà, in base a un sondaggio dell'Asf nordorientale, solo il 15% delle aziende con piante a basso fusto rinuncia al dimetoato. L'85% continua a utilizzarlo perché è dieci volte meno caro dei nuovi insetticidi.

E le conseguenze ricadono sul consumatore: nel 2013, l'Ufficio per la tutela dei consumatori del Canton Argovia ha riscontrato residui di dimetoato in 12 campioni di ciliegie su 16. Il laboratorio cantonale di Basilea Campagna ha trovato dimetoato in 21 campioni su 35. Tre campioni in tutto hanno superato il valore limite.

Marcel Liner di Pro Natura chiede un divieto del dimetoato: «Non è possibile che i possessori di alberi a basso fusto danneggino l'ambiente e inquinino le loro ciliegie con i residui dei pesticidi, malgrado esistano alternative». Anche gli alberi ad alto fusto possono fare a meno del dimetoato perché gran parte del raccolto è utilizzato per altre preparazioni.

Consiglio: acquistate ciliegie biologiche.


Spargitori di veleno sussidiati

Chi coltiva alberi ad alto fusto riceve sussidi anche se utilizza pesticidi dannosi.

La Confederazione e i cantoni premiano i coltivatori di alberi ad alto fusto per il loro contributo alla protezione dell'ambiente e degli animali dando loro fino a 50 franchi per albero. Nel 2012, i sussidi provenienti dalla Cassa federale ammontavano a 11 milioni di franchi. Allo stesso tempo, però, con il dimetoato i beneficiari di questi sussidi minacciano gli animali e la varietà della specie intorno ai loro alberi. «I frutticoltori devono passare a sostanze meno nocive. Altrimenti la Confederazione deve eliminare questi sussidi», chiede l'esperto di Pro Natura Marcel Liner.

Eric Breitinger, Saldo
Martina Wallimann



Gatti a rischio con l'antipulci

Un principio attivo contenuto negli antiparassitari per cani può essere letale per i gatti.

La permetrina, una sostanza usata contro pulci e zecche, per i gatti può essere mortale. È contenuta in prodotti antiparassitari per cani. Le soluzioni devono essere dosate a gocce direttamente sulla pelle dell'animale.

Ma se i cani tollerano la permetrina senza problemi, i gatti non riescono a decomporla. Se un micio lecca la sostanza, dopo pochi minuti compaiono i sintomi dell'avvelenamento: tremore, flusso salivare, crampi e vomito. Se la permetrina finisce solo sulla pelle dei gatti, i sintomi si manifestano dopo 72 ore.

Se un gatto entra in contatto con la permetrina bisognerebbe lavare subito le parti colpite con uno shampoo delicato o un detersivo per piatti e portare immediatamente l'animale dal veterinario.

Importante: i cani trattati con la permetrina non dovrebbero temporaneamente avere alcun contatto con i gatti. I prodotti che contengono questa sostanza sono venduti su ricetta e sono i seguenti: Activyl Tick Plus, Advantix e Duowin. Exspot può essere acquistato senza ricetta.

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