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Scelgo io
Edizione: 4/2014 agosto

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4/2014 agosto | pagina 30

Devo ritirare le medicine in farmacia?
«Ieri il medico mi ha prescritto delle pastiglie. Oggi sto meglio e non vorrei assumerle. Sono obbligato a ritirarle in farmacia?».

No, non è obbligato né a comprarle né ad assumerle.

Dovrà solo pagare la fattura del medico.


Ho diritto al risarcimento chilometrico?

«Per sottopormi alla chemioterapia devo recarmi ogni giorno all'ospedale. Posso pretendere un risarcimento chilometrico dalla cassa malati?».

No. La cassa malati deve assumere unicamente i costi dei trasporti necessari dal punto di vista medico, certificati dal proprio dottore.

Anche in un caso di questo genere, però, la cassa paga solo il 50% dei costi di trasporto e al massimo fr. 500.- all'anno.


Dono il mio rene: la cassa malati paga l'intervento?

«Mio fratello è in attesa per il trapianto del rene. Io sarei disposta a donargli uno dei miei. La cassa malati pagherebbe l'intervento?».

Sì. L'assicurazione di base di suo fratello pagherebbe l'operazione e le analisi preliminari per verificare se il suo rene è compatibile.

Inoltre, si assumerebbe i costi di un'assicurazione per eventuali complicazioni o gravi conseguenze postoperatorie.

La cassa malati pagherà anche un'indennità per la sua perdita di guadagno.


Incidente: quale assicurazione interviene?

«Sono rimasta coinvolta, senza colpa, in un incidente stradale. Malgrado sia assicurata tramite il mio datore di lavoro, lui sostiene che per i costi di cura e la perdita di guadagno debba rivalermi sull'assicurazione del responsabile dell'incidente. Ha ragione?».

No. Questi costi devono essere assunti dall'assicurazione infortuni della sua azienda.

Lei riceverà però solo le indennità giornaliere pari all'80% del suo salario. Per il resto e le altre spese collegate all'infortunio dovrà rivalersi sull'assicurazione rc del responsabile dell'incidente.


Sono invalido: quanto posso lavorare?

«Ho una rendita d'invalidità piena e lavoro saltuariamente. L'Ai ha fissato una percentuale lavorativa massima?».

No. Per principio, l'onere lavorativo è quello che le permette il suo stato di salute.

Se però guadagna troppo, l'Ai le può ridurre la rendita. Il limite varia da persona a persona: l'Ai confronta il reddito da invalidi con quello che si potrebbe ottenere da sani e su questa base stabilisce il grado di invalidità e la relativa rendita.

Chieda al suo ufficio Ai a quanto può ammontare il suo reddito accessorio massimo senza che le sia ridotta la rendita.


Sono pagata mentre allatto?

«Dopo il congedo maternità, ricomincerò a lavorare. Ho diritto allo stipendio durante l'allattamento del mio bimbo?».

Sì. Dal 1. giugno 2014 le madri che lavorano sono pagate durante l'allattamento o il tiraggio del latte nel primo anno di vita del figlio.

Secondo il nuovo articolo 60 dell'Ordinanza sul lavoro*, sono retribuiti 30 minuti se la durata del lavoro giornaliero è fino a quattro ore e 60 minuti se è di più. Per un tempo di lavoro superiore a sette ore al giorno, sono retribuiti 90 minuti.

*tiny.cc/allattamento-lavoro
www.tiny.cc/allattamento-lavoro

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