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Edizione: 5/2014 ottobre

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5/2014 ottobre | pagina 11

Se il mal di testa non va via
Oltre alle pastiglie, la cefalea può essere contrastata anche con lo yoga o l'agopuntura

I farmaci contro l'emicrania cronica peggiorano la situazione e possono avere effetti secondari. Esistono però metodi alternativi più dolci. Ma anche la prevenzione è importante.

Per i pazienti che soffrono di emicrania cronica, la soluzione non sono gli antidolorifici. Queste persone subiscono infatti un attacco di emicrania quasi un giorno sì e uno no per interi mesi. Gli effetti collaterali dei farmaci antidolorifici sono però troppo forti per impasticcarsi per periodi così prolungati.

Nuovi studi dimostrano che chi sceglie la giusta terapia può ridurre nettamente numero e frequenza degli attacchi cronici. Lo ha scritto recentemente la rivista specialistica British Medical Journal.

«Finora, la maggior parte degli studi ha analizzato le terapie solo con emicranie meno frequenti, non quindi sulla forma cronica», spiega Andreas Gantenbein della clinica riabilitativa Zurzach e presidente della Società svizzera per lo studio delle cefalee.

Le nuove ricerche dimostrano che, nei casi di emicrania cronica, i farmaci più efficaci sono quelli a base del principio attivo topiramato (vedi tabella). Ma anche questo presenta effetti collaterali e le conseguenze di un'assunzione a lungo termine non sono state analizzate.

Sostanze controverse e non permesse
Anche il botox può placare i nervi. Questa sostanza, però, è controversa, e in Svizzera il suo utilizzo contro l'emicrania non è consentito.

In base alle ricerche, entrambi questi principi attivi sono in grado di quasi dimezzare il numero degli attacchi di emicrania cronica. La seconda scelta sono gli antiepilettici con i principi attivi gabapentin o acido valproico. Il loro uso per la prevenzione degli attacchi di emicrania non è tuttavia permesso perché, finora, sono stati studiati solo su pochi pazienti.

La medicina dolce ha meno effetti secondari
Esistono però anche efficaci alternative alle pastiglie. Ad esempio, secondo uno studio di provenienza taiwanese, l'agopuntura contribuisce a ridurre di otto giorni al mese il numero degli attacchi di emicrania cronica. Con l'agopuntura, solo un paziente su 17 ha presentato lievi disturbi dovuti al trattamento.Per un confronto: con il topiramato, i giorni di emicrania in meno al mese sono dieci, ma due pazienti su tre hanno effetti collaterali.

Anche una stimolazione elettrica dei nervi può alleviare l'emicrania. Per applicarla, il medico inserisce sotto la pelle del paziente un piccolo apparecchio che invia stimoli elettrici a un nervo situato nella nuca. Questa stimolazione mira a rafforzare le difese contro il dolore proprie del corpo, con il risultato che questo reagisce in modo meno sensibile ai segnali di dolore. La Società tedesca di neurologia consiglia però questa terapia solo nel caso in cui altre misure si siano rivelate inefficaci.

Il magnesio è un'altra sostanza che può proteggere dagli attacchi di emicrania. I medici lo prescrivono spesso a un dosaggio di 300 milligrammi da assumere mattina e sera. La sua efficacia è però stata analizzata solo su pazienti che subivano meno di 15 attacchi al mese.

Lo stesso vale per massaggi, fisioterapia e tecniche quali yoga o rilassamento muscolare progressivo. Tuttavia, i medici consigliano di provare questi rimedi anche in caso di emicrania cronica. Se non altro, «al contrario dei farmaci, non hanno effetti collaterali», dice Gantenbein.

Il più grande fattore di rischio per sviluppare un'emicrania cronica sarebbe proprio l'uso eccessivo di antidolorifici per contrastarne gli attacchi. Per la metà dei pazienti con emicrania cronica, questa è la vera e propria causa della cronicizzazione. Assumendo antidolorifici per più di dieci giorni, e gli studi lo dimostrano in modo univoco, il corpo si assuefà e, come effetto collaterale, produce un mal di testa continuo.

Altri fattori scatenanti sono alcol, stress, caffè, insufficiente apporto di liquidi o orari di sonno irregolari. Anche la carenza di movimento può condurre ad attacchi di emicrania. Un diario delle cefalee aiuta a riconoscere i fattori scatenanti.

Sandoz Pharmaceutical, che produce l'acido valproico, conferma che il farmaco provoca effetti collaterali come stanchezza o tremore delle mani. Questa sostanza sarebbe però ammessa, perché di provata efficacia, per la cura dell'epilessia.

Argomenti simili sono portati anche da Pfizer, produttrice del principio attivo gabapentin.

Andreas Grote, Gesundheitstipp
Michela Salvi

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