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Edizione: 5/2014 ottobre

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5/2014 ottobre | pagina 6

Vaccino o non vaccino? Questo è il dilemma
La campagna svizzera contro il morbillo mette i genitori sotto pressione

Sembrano esserci buoni motivi per vaccinare i bambini piccoli. Ma ce ne sono anche per non farlo. La scelta non è evidente.

Laura faceva vaccinare sua figlia Danila su consiglio del suo pediatra. Quando poi alla piccola, all'età di 14 mesi, è stata iniettata la prima dose del vaccino contro morbillo, parotite e rosolia, tutto è cambiato. «Improvvisamente le è venuta un'infezione dopo l'altra», racconta la madre. Le difese immunitarie di Danila non funzionavano più. «Era continuamente ammalata, piangeva e aveva attacchi di febbre altissima».

Per finire, un omeopata le ha detto che i disturbi potevano essere stati causati dalla vaccinazione. Al che Laura ha iniziato ad approfondire l'argomento, decidendo di non far più vaccinare sua figlia.

Chi ci guadagna minimizza i pericoli
Come lei, molti neogenitori si trovano di fronte al dilemma: il bebè ha poche settimane e già dovrebbe sottoporsi a tutta una serie di vaccinazioni. Il Calendario vaccinale svizzero prevede che nei primi due anni di vita ai bambini siano somministrate complessivamente 26 dosi di vaccino contro otto diverse malattie. Le vaccinazioni non si limitano però a proteggere da determinate malattie, comportano anche dei rischi.

Produttori dei vaccini, medici e autorità tendono però a minimizzare questi pericoli. Sul sito internet dell'Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp), ad esempio, c'è scritto che «i pericoli che ne conseguono sono molto minori rispetto a quelli di una malattia naturale». Effetti collaterali gravi e danni permanenti sarebbero «estremamente rari».

Ma sulle conseguenze a lungo termine dei vaccini si hanno a tutt'oggi informazioni insufficienti. Secondo il pediatra ed esperto di vaccinazioni Martin Hirte di Monaco, mancano studi significativi che confrontino, sull'arco di molti anni, persone vaccinate con altre che non lo sono. «Su rischi e meccanismi dell'insorgere di complicazioni legate alle vaccinazioni ci sono pochissime informazioni», ritiene Hirte.

A ciò si aggiunge che la guerra attorno ai vaccini si gioca in modo molto emotivo. Lo ha scoperto anche Laura: «Sono stata anche tacciata di cattiva madre per non aver fatto vaccinare mia figlia».

Anche le autorità non risparmiano pressioni morali e spauracchi, come dimostra la campagna sul vaccino contro il morbillo. Scopo: debellarlo in Svizzera entro il 2015. Affinché il numero delle persone che si facciano vaccinare sia il più alto possibile, le autorità amano sottolineare la pericolosità della malattia, affermando che può «causare gravi complicazioni» e che richiede «spesso» un ricovero ospedaliero, come si legge nella rivista Spectra dell'Ufsp.

Ai genitori servonoinformazioni oggettive
Alcuni medici criticano la campagna della Confederazione. «Se debellare il morbillo per le autorità dura troppo, aggiungono un carico da undici», dice ad esempio Peter Respondek, medico e omeopata lucernese. Eppure, nessuno sa cosa succederà quando le malattie infantili saranno debellate. Un possibile nesso con il grande aumento di allergie, diabete di tipo 1, malattie reumatiche e altre malattie croniche non sarebbe mai stato analizzato scientificamente, conclude Respondek.

Gli esperti non hanno dubbi: i genitori dovrebbero avere accesso a informazioni oggettive su vantaggi e svantaggi dei singoli vaccini.

Il rischio di complicazioni del morbillo, ad esempio, è più grande soprattutto per lattanti e adolescenti. I genitori possono quindi far vaccinare i loro figli contro il morbillo anche solo a 10-12 anni, oppure quando hanno un contatto più frequente con bebè. Anche per altre malattie infantili come la rosolia o la parotite i bambini possono essere vaccinati quando sono un po' più grandi.

Anche la vaccinazione contro la varicella è controversa. Molti medici la somministrano già ai bambini piccoli, assieme al vaccino quadruplo, efficace anche contro morbillo, parotite e rosolia.

Il pediatra Martin Hirte ritiene tuttavia che sarebbe molto meglio superare la malattia da bambini. «Allora è quasi sempre innocua e se ne rimane protetti per tutta la vita». Il vaccino avrebbe «un'efficacia solo limitata e numerosi effetti collaterali». Probabilmente proteggerebbe solo circa l'80% dei bambini vaccinati, se non meno.

Inoltre, non è chiaro per quanto duri la vaccinazione: se si vaccinano già i bambini piccoli, non si sa se da adulti saranno ancora protetti, e a quel momento il rischio di complicazioni causate dalla varicella aumenta. Ad esempio, durante la gravidanza. I critici consigliano perciò di somministrare il vaccino solo ai giovani adulti che non sono ancora immuni dal virus.

L'Ufsp dice che la campagna contro il morbillo lavora «con argomenti e fatti oggettivi» e «un pizzico di humor», senza mirare ad impaurire le persone. Anche se non si conoscono le conseguenze del debellamento della malattia, sarebbe «del tutto sproporzionato» rinunciare a una misura che impedisce l'insorgere di gravi patologie per evitare «rischi molto ipotetici per la salute» in altri settori, dice il portavoce Marcel Marti.

Secondo l'Ufsp, la maggior parte dei vaccini è usata da molto tempo, è regolarmente sorvegliata e si sarebbe affermata. «Finora non vi sarebbero indicazioni che dimostrerebbero eventuali conseguenze negative a lungo termine».


Buono a sapersi

- Le vaccinazioni sono facoltative.

- Prendetevi il tempo per decidere e non fatevi mettere pressione né per né contro la vaccinazione.

- Rimandate l'appuntamento per la vaccinazione in caso di febbre, eczemi, ondate di una malattia cronica o forte stress.

- Informate il medico se soffrite di allergie o se avete avuto reazioni particolarmente forti a vaccinazioni passate.

Sonja Marti, Gesundheitstipp
Vichi Masella

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