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Edizione: 6/2014 dicembre

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6/2014 dicembre | pagina 2

Il bracciale del sonno
Un braccialetto venduto sugli aerei dovrebbe conciliare il sonno. Ma la stessa ditta produttrice riconosce che non ci sono grandi vantaggi.

Da qualche tempo, la compagnia Swiss vende lo Sleep Bracelet a bordo dei suoi aerei. Questo braccialetto conterrebbe una specie di antenna che dovrebbe conciliare il sonno. Riceverebbe «frequenze naturali e salutari trasmettendole al corpo». Costo: 330 franchi. Anche altre compagnie aeree, come ad esempio Lufthansa e British Airways, lo vendono.

È però dubbio se migliori davvero il sonno. L'unico studio è stato condotto solo su 28 partecipanti. Anche la produttrice stessa del braccialetto, la ditta di orologi Philip Stein di Kilchberg (Zurigo), ammette che la ricerca non ha dimostrato alcun vantaggio «statisticamente significativo».

«Fino a quando non vi saranno prove univoche non bisognerebbe affidarsi a un simile aggeggio», commenta scetticamente Sylvia Frey, ricercatrice del sonno all'Università di Basilea.

Philip Stein comunica che al momento sono in corso altri studi da parte di un'Università «internazionalmente molto riconosciuta». In merito al prezzo elevato, la ditta scrive che dormire bene di notte sarebbe «impagabile». «Naturalmente non possiamo garantire un buon sonno», riconosce.



Donazioni contro la malaria

Per combattere la malaria, Novartis vende braccialetti a un franco. Il farmaco usato, però, è suo.

In farmacie e drogherie sono in vendita braccialetti con la scritta «Grazie per il vostro sostegno nella lotta alla malaria». Chi acquista un simile braccialetto, a un franco, supporta la campagna di Novartis "Les mamans font la différence".

Oltre al braccialetto, l'impresa farmaceutica chiama alla lotta contro la malaria con flyer e in internet. Basterebbe «meno di un franco per acquistare i farmaci salvavita e predisporli per la cura di un bambino».

Ciò che Novartis non dice è che per la cura si usa il suo farmaco Coartem Dispersible. Il gruppo farmaceutico, quindi, chiede donazioni per la vendita di un proprio prodotto.

«Novartis metterà a disposizione il suo farmaco senza profitto», dice il portavoce Satoshi Sugimoto. Con la campagna non si vorrebbe pubblicizzare il medicinale, ma raccogliere donazioni per l'organizzazione indipendente Malaria No More. Uno scambio conveniente: in rete, Malaria No More pubblicizza Novartis come «partner».



Le posizioni del mal di schiena
Si può fare sesso anche se la schiena duole. Ma non tutte le posizioni vanno bene.

Cosa fare quando la schiena duole e la vita amorosa ne soffre? Finora, molti medici consigliavano la posizione a cucchiaino, nella quale entrambi i partner sono sdraiati su un fianco, l'uomo dietro la donna.

Ora i ricercatori dell'Università canadese Waterloo hanno per la prima volta valutato se faccia davvero bene alla schiena. La conclusione del professor Stuart Mc Gill: «Questa posizione non è adatta a qualsiasi tipo di mal di schiena».

Per gli uomini che provano dolore chinandosi in avanti sarebbe meglio la posizione a pecorina, nella quale l'uomo si inginocchia dietro la donna tenendo la schiena eretta. Per il suo esame, Mc Gill ha munito di sensori dieci coppie, in modo da poter rilevare qualsiasi movimento muscolare e della spina dorsale. In questo modo ha confrontato varie tecniche amorose e la sollecitazione per la schiena.

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