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Edizione: 6/2014 dicembre

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6/2014 dicembre | pagina 6

Nostalgia curata con i fitofarmaci
Pro Specie Rara cerca di reintrodurre vecchie varietà di mele. Ma non in qualità bio

Le specie rare di mele sono molto delicate. Non c'è modo di renderle più forti e bisognerebbe trattarle con pesticidi.

La fondazione Pro Specie Rara promuove la coltura di varietà poco diffuse di frutta e verdura. Negli scaffali di Coop, ad esempio, si trova la vecchia specie di mele Berner Rosen. Per Gertrud Burger, direttrice del settore piante presso Pro Specie Rara, si tratta di una «storia di successo eccezionale».

Markus Kellerhals dell'Istituto federale di ricerca agronomica Agroscope Wädenswil-Changins e Franco Weibel, ricercatore specializzato in mele all'Istituto di ricerca per l'agricoltura biologica di Frick (Argovia) non sono dello stesso parere. Il problema: «Anche la coltivazione di vecchie specie di mele, come le Berner Rosen o le Regine delle renette, richiede l'uso di fitofarmaci chimici o biologici», in dosi rilevanti.

«Già solo per la suscettibilità alla ticchiolatura, le mele Berner Rosen non sono coltivate in qualità bio», dice Weibel. In questo caso, un agricoltore dovrebbe svolgere da 10 a 20 trattamenti con i fitofarmaci omologati per l'agricoltura biologica.

Le malattie micotiche quali la ticchiolatura e l'oidio danneggiano regolarmente alberi e mele, come spiega Niklaus Bolliger, coltivatore indipendente di mele bio a Hessigkofen (Soletta): «Con la ticchiolatura, le foglie cadono prematuramente. L'albero non può formare buona frutta ed è già indebolito per l'anno dopo». A ciò si aggiunge che «le mele colpite da ticchiolatura non sono conservabili a lungo e non hanno un buon sapore».

Per Gertrud Burger tutto ciò non è problematico: «Vogliamo mantenere la biodiversità nella coltivazione di frutta. La Berner Rosen non può estinguersi». Grazie a Pro Specie Rara questa mela sarebbe nuovamente presente in maggiore quantità. La Svizzera si sarebbe impegnata nella conservazione della varietà di specie a livello internazionale.

Per il puro mantenimento, però, non sarebbe necessario agire, ammette Kellerhals: «Non ha senso coltivare su grandi superfici vecchie specie come la Berner Rosen e la Regina delle renette». Per mantenere la varietà genettica sarebbe sufficiente la coltivazione su piccole superfici.

Le mele nuove sono più resistenti
Secondo Kellerhals a ciò si aggiunge che «le vecchie specie non possono essere ottimizzate nella loro resistenza contro le malattie. La loro genetica non può essere modificata. Se però sostituitamo una specie vecchia e delicata con una nuova resistente alle malattie contribuiamo alla biodiversità». Le nuove specie, più resistenti e che possono essere coltivate senza un grande uso di fitofarmaci, sarebbero altrettanto utili a questa diversità.

Secondo Christian Sohm, responsabile degli acquisti di frutta di Coop, le mele di Pro Specie Rara sono in vendita fino a Natale. Non sarebbero infatti adatte alla conservazione. E non sono neanche economiche: al chilo costano circa fr. 6.50, ovvero il doppio della maggior parte delle altre mele.

Ruth Blum, Saldo
Vichi Masella

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