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Edizione: 6/2014 dicembre

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6/2014 dicembre | pagina 22

Ingegneria genetica in caratteri minuscoli
Benché siano controversi, le ditte farmaceutiche producono medicine con eccipienti Ogm

Molti farmaci contengono eccipienti da piante geneticamente modificate. Alcuni esperti chiedono che i produttori rinuncino a queste sostanze controverse.

Le farmacie svizzere distribuiscono oltre 50 medicinali contenenti eccipienti geneticamente modificati.

Esempi: il medicamento contro l'epatite Pegasys di Roche contiene polisorbato prodotto da mais Ogm.

L'analgesico Kapanol contiene sia mais sia cotone Ogm. Quest'ultima sostanza si trova pure nell'antitussivo Bisolvon Kids do Boehringer Ingelheim e nel prodotto Tegretol di Novartis, che dovrebbe impedire gli attacchi epilettici. L'antidepressivo Remeron della società farmaceutica Msd Merck può contenere mais e barbabietole geneticamente modificati. Anche i prodotti Roche contro il cancro Avastin, Herceptin e Kadcyla contengono mais Ogm.

Di regola, i consumatori ignorano la presenza di queste controverse sostanze nei farmaci. I produttori, infatti, nascondono l'indicazione nel foglietto illustrativo stampato in piccoli caratteri.

Anche la banca dati dell'Istituto svizzero per gli agenti terapeutici Swissmedic (swissmedicinfo.ch) svela le informazioni solo tramite una ricerca full-text scrivendo "geneticamente modificato".

Piante Ogm: sospettate di essere cancerogene
«I produttori farmaceutici rifilano ai pazienti sostanze geneticamente modificate benché la grande maggioranza ne farebbe a meno», dice la biologa Pascale Steck dell'associazione Basler Appel gegen Gentechnologie (Appello basilese contro la tecnologia genetica).

Dal 2005 in Svizzera è vietata la coltivazione di piante geneticamente modificate. I detrattori la accusano di mettere in pericolo la biodiversità della natura. Inoltre, i prodotti, in base a studi, sono sospettati di provocare il cancro e allergie. Secondo Steck, si potrebbero facilmente sostituire queste sostanze con altre materie prime.

Steck critica inoltre il fatto che Swissmedic, durante le pratiche per l'omologazione, non effettui ricerche sulla potenziale pericolosità per i pazienti. L'autorità ribadisce che la legge non prevede tali esami. Viene controllato se i produttori adempiano l'iter dell'omologazione. Non è chiaro come l'autorità di vigilanza possa sapere senza esame degli ingredienti se il produttore dichiara correttamente tutti i contenuti geneticamente modificati.

Per Marcel Sennhauser della lobby dell'industria chimica, farmaceutica e biotecnologica Scienceindustries, le attuali regole garantiscono la trasparenza e tutelano i pazienti. Egli mette in guardia sulle enormi spese extra per i pazienti qualora l'industria farmaceutica dovesse adeguare la ricetta o instaurare una produzione esente da agenti geneticamente modificati per il mercato svizzero.

I rappresentanti dell'industria sottolineano la presumibile innuocuità delle materie prime geneticamente modificate. Le piccole quantità di eccipienti nei medicinali non rapresenterebbero «alcun rischio per la salute».

La multinazionale basilese Roche spiega di voler rinunciare quanto più possibile agli Ogm nello sviluppo di nuovi prodotti. Dichiara inoltre di voler sostituire i farmaci già presenti sul mercato nel caso ci fossero alternative a disposizione. La casa farmaceutica starebbe effettuando «esami tecnici». Non menziona costi aggiuntivi.

Eric Breitinger, Saldo
Christa Albertalli

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