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Edizione: 5/2015 ottobre

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5/2015 ottobre | pagina 3

Chi fa la cresta sulla tua spesa
L’euro scende, ma non i prezzi. Gli esperti puntano il dito contro Coop e Migros

Da metà gennaio l’euro costa molto meno, eppure i prezzi al dettaglio non sono scesi di molto. Secondo alcuni economisti i grandi rivenditori starebbero registrando importanti profitti alle spalle dei consumatori.

L’anno scorso l’Istituto di ricerca Bakbasel aveva lanciato l’allarme prevedendo per la vendita al dettaglio fatturati ai minimi storici rispetto agli ultimi 35 anni. Molte testate giornalistiche avevano ripreso la notizia diffondendo un generale pessimismo.

La realtà dei fatti si è però dimostrata molto diversa: secondo l’Ufficio federale di statistica, nel primo semestre del 2015 non si è registrato alcun crollo del fatturato. Lo conferma anche l’esperto Gotthard F. Wangler: «Il mercato stagna o è leggermente recessivo».

«L’immigrazione incrementa il consumo»
Secondo Wangler sono soprattutto i grandi rivenditori come Coop e Migros ad aver approfittato del cambio favorevole con l’euro: «Il pessimismo in questo caso è fuori luogo. A fine anno il fatturato dei grandi rivenditori al dettaglio come minimo raggiungerà le cifre dell’anno precedente. E si registreranno guadagni», Wangler ne è convinto. Ciò è a suo parere dovuto anche all’immigrazione.

«L’afflusso di immigrati è continuo e di conseguenza si incrementano i consumi». Inoltre i grandi rivenditori possono acquistare prodotti e materie prime a un prezzo inferiore, grazie al cambio con l’euro. La conclusione di Wangler: «Con i loro margini, i giganti della distribuzione stanno facendo affari».

Anche l’economista e quadro di Raiffeisen Martin Neff la pensa così: «Neppure lontanamente stiamo vivendo quel crollo che alcuni avevano preannunciato a inizio anno». Per i grandi distributori come Migros e Coop sarebbero confermati i notevoli margini di guadagno tanto che Neff è convinto che «i prezzi potrebbero essere più bassi, soprattutto quelli dei prodotti propri».

I consumatori continuano quindi a pagare troppo? Subito dopo la sospensione del tasso minimo di cambio dell’euro a metà gennaio, i grandi distributori hanno annunciato che avrebbero abbassato i prezzi fino al 30%. Ma come ha dimostrato un confronto di K-Tipp a febbraio i ribassi sono stati piuttosto contenuti.

I grandi distributori negano: «I prezzi dei prodotti d’importazione sono stati abbassati mediamente del 10%», dice la portavoce Migros Martina Bosshard. Considerando l’intero assortimento, la riduzione appare più contenuta.

«Complessivamente il 75% dei prodotti alimentari venduti da Migros proviene dalla Svizzera. Sui prezzi di questi prodotti il cambio dell’euro ha un influsso indiretto, ma solo se le materie prime sono state acquistate nella zona europea».

Margini esagerati: Coop e Migros negano
Il fatturato nel primo semestre del 2015 secondo Bosshard è leggermente inferiore a quello del 2014, un anno molto positivo. Viene però rimandata al mittente l’accusa di aver speculato sul cambio favorevole con l’euro: «i margini sono nel complesso quelli in uso sul mercato e non sono affatto esagerati».

Coop scrive che sarà «impegnativo mantenere il fatturato dell’anno precedente». Contro l’accusa dei margini eccessivi anche Coop ribatte: «Dall’inizio dell’anno abbiamo abbassato i prezzi di oltre 15 mila articoli per un totale di oltre 190 milioni di franchi. La riduzione dei prezzi ha coinvolto ad esempio la frutta, la verdura e i prodotti per la cura dei capelli i cui prezzi si sono abbassati fino al 20%».

Markus Fehlmann, K-Tipp
Michela Salvi, Spendere Meglio

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