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Edizione: 6/2016 dicembre

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6/2016 dicembre | pagina 6

Nuovi pericolosi germi nella carne di pollo e di tacchino
Un campione su tre contiene batteri resistenti ai farmaci più potenti. I prodotti contaminati sono venduti anche in Svizzera

Un test sul pollame ha rivelato la presenza di super-agenti patogeni resistenti all'antibiotico colistina. Nessuna traccia nelle carni svizzere e biologiche.

La scorsa estate a una donna americana è stata diagnosticata una cistite provocata da un colibatterio resistente a quasi tutti gli antibiotici. Persino la potente colistina non è riuscita ad uccidere il microrganismo.
Questo significa che ci si trova di fronte a cistiti e polmoniti che, a oggi, la medicina non è in grado di guarire. E ciò è allarmante.

Spesso negli allevamenti si usano grandi quantità di colistina. Nel 2015 in Germania sono state somministrate circa 82 tonnellate di questo antibiotico a maiali, pollame e bovini. Nel 2013 le tonnellate erano addirittura 124 (vedi grafico).

Secondo l'Ufficio federale per la sicurezza alimentare e di veterinaria (Usav), anche in Svizzera si parla di oltre mezza tonnellata.

Contaminati 32 campioni su 100
Un test effettuato dalla rivista Gesundheitstipp ha dimostrato che nella carne di pollo e tacchino venduta in Svizzera si trovano batteri resistenti alla colistina. Il laboratorio ha analizzato 100 campioni di carne di pollame, alcuni provenienti dalla Germania.

Uno su tre conteneva questi germi (vedi tabella).

Era contaminato un campione di pollo su cinque e uno su quattro di tacchino.

I batteri sono stati trovati nella carne di tacchino di Coop, Aldi e Lidl Svizzera e del discount tedesco Edeka, e nel pollo di Migros, Lidl e Aldi Svizzera, e dei negozi germanici Aldi Sud e Edeka. La carne proveniva da allevamenti tedeschi e italiani.

Il germe resistente alla colistina non è stato trovato in alcun campione di produzione svizzera né nel pollo bio.

Meno spazio, più contagio
Secondo Roger Stephan, direttore dell'Istituto per la sicurezza alimentare e l'igiene all'Università di Zurigo, ciò è dovuto al fatto che in Germania «si somministra più colistina». Nelle stalle d'ingrasso gli animali dispongono spesso di superfici ridotte.

Le direttive dell'Unione europea consentono da 20 a 22 polli per metro quadro, in Svizzera ne sono ammessi solo la metà. Il pericolo di diffusione delle infezioni aumenta negli spazi ristretti e inoltre le aziende tedesche sono più grandi. Conseguenza: le malattie infettive sono in crescita.

Da uno studio svolto dalle autorità della Renania settentrionale-Vestfalia è emerso che a 9 polli d'ingrasso su 10 venivano somministrati antibiotici.

I super-batteri anche in Svizzera
Consumando pollame, i germi vitali resistenti raggiungono il nostro intestino. Ciò avviene soprattutto quando la carne non è stata cotta bene, oppure se si portano le dita alla bocca mentre si cucina.

«Una volta insediati nell'intestino, non è facile liberarsi di questi batteri», dichiara Andreas Widmer, responsabile dell'igiene ospedaliera al nosocomio di Basilea. Da lì possono diffondersi in tutto il corpo provocando infiammazioni croniche.

Questi super-agenti patogeni hanno già colpito l'intestino di sei persone che vivono in Svizzera: i ricercatori dell'Università di Berna li hanno trovati in quattro soggetti, quelli di Friburgo in un ottantenne di Ginevra e in un uomo di 59 anni di Neuchâtel. «Per ora sono casi rari», afferma Widmer. Non nasconde però il timore che si tratti dell'inizio di un fenomeno difficile da arrestare.

L'Agenzia europea per i medicinali esige che, entro tre o quattro anni, veterinari e allevatori diminuiscano del 65% la quantità di colistina somministrata. Per l'Usav non c'è motivo di intervenire, siccome l'uso di gran parte degli antibiotici sarebbe già diminuito notevolmente. Per l'animale, inoltre, in casi di diarrea, non ci sarebbero alternative migliori a questo antibiotico.
I venditori scaricano la responsabilità sui consumatori. Secondo Lidl e Coop, con una corretta gestione delle operazioni in cucina si può evitare il contatto con i batteri.
Migros ricorda che su ogni confezione sono indicate le norme igieniche. Aldi Svizzera aggiunge che è anche sconsigliato consumare il prodotto crudo.


Consigli

In cucina rispettate le norme igieniche

- Limitate il consumo di pollame. Ci sono alternative migliori e più salutari: pesce, carne di manzo bio, tofu e legumi.

- Acquistando pollo biologico il rischio che siano stati somministrati antibiotici o altri farmaci è minore.

- Nel frigorifero separate la carne di pollo dagli altri alimenti.

- Utilizzate coltelli e taglieri diversi. Lavate accuratamente gli attrezzi, i ripiani di lavoro e le mani.

- Arrostite e portate a completa cottura la carne di pollo.

Lara Wüest, Gesundheitstipp
Carmen David, Scelgo io



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