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Edizione: 6/2016 dicembre

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6/2016 dicembre | pagina 14

Pazienti diabetici: attenti al sovradosaggio
Se l'iperglicemia viene abbassata drasticamente, si rischiano pesanti effetti collaterali

Per tenere sotto controllo i troppi zuccheri presenti nel sangue, spesso i medici prescrivono dosaggi di farmaci che possono abbassare i valori. Portando addirittura al coma.

L'iperglicemia è insidiosa: a lungo andare i vasi sanguigni si rompono e aumenta il rischio di ictus, infarti cardiaci o addirittura cecità. Anche i reni possono essere colpiti da collasso.

Molti medici quindi prescrivono ai pazienti diabetici potenti medicinali per ridurre il tasso glicemico. Ora però un ampio studio evidenzia che se la glicemia viene abbassata troppo si rischiano pericolose ipoglicemie con possibili attacchi di fame, sudorazione, irrequietezza e difficoltà cognitive. Si rischia addirittura il coma.

I ricercatori americani hanno analizzato i dati di più di 31 mila pazienti con diabete di tipo 2, constatando che molti avevano subito attacchi di ipoglicemia, spesso perché curati per anni con elevate dosi di farmaci. Un paziente su quattro aveva inoltre assunto più farmaci del necessario.

Gli esperti non hanno dubbi: i medici dovrebbero prescrivere antidiabetici con minor frequenza. Al centro della controversia ci sono farmaci della famiglia delle sulfoniluree come il Amaryl, Glutril o Diamicron. Già in passato era noto che questi aumentano il rischio d'ipoglicemia. Se non si presta sufficiente attenzione al dosaggio, anche Starlix, Prandin e Novornorm possono far crollare la glicemia.
Oggi molti dottori mirano a portare il tasso glicemico dei pazienti al valore delle persone sane. Il valore dovrebbe essere inferiore a 6,5 %.

Per il medico di Gesundheitstipp Thomas Walser questo comporterebbe più pericoli che vantaggi. «Per i pazienti anziani un valore inferiore al 7,5% non ha senso», dichiara.

Il diabetologo zurighese Roger Lehmann non è d'accordo. Se si rinuncia alle sulfoniluree, sarebbe adeguato ridurre il tasso glicemico sotto il 6% e ciò senza aumentare, a suo avviso, il rischio di ipoglicemie.

Secondo Sanofi-Aventis, la ditta farmaceutica che lo produce, Amaryl sarebbe affidabile. Non nega però che all'inizio della terapia il pericolo d'ipoglicemia è più elevato.

Novo Nordisk, produttrice di Novonorm, dice che nel corpo la sostanza si decomporrebbe più in fretta, portando quindi più raramente a ipoglicemia.


Buono a sapersi

Come si misura la glicemia

Sulla base del valore Hb1Ac i medici possono rilevare se nel sangue c'è un tasso eccessivo di glucosio da troppo tempo.

L'Hb1Ac è un'emoglobina a cui sono legate le molecole di glucosio. Più glucosio c'è nel sangue, più questo si legherà all'emoglobina. E quindi la quantità di HbA1c formata sarà maggiore.

Il tasso normale di HbA1c sull'emoglobina totale si situa tra il 4% e il 6%. Valori superiori sono indici di diabete.

Andreas Grote, Gesundheitstipp
Michela Salvi, Scelgo io

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