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Edizione: 1/2017 febbraio

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1/2017 febbraio | pagina 30

Inabile al lavoro: il mio capo può licenziarmi?
«Lavoro da molti anni per la stessa azienda e da sei mesi non sono più totalmente abile al lavoro. Il mio capo mi darà la disdetta, perché è terminato il periodo di protezione dal licenziamento di 180 giorni. Ma io non sono mai mancata dal lavoro per tutto questo tempo. Può licenziarmi?».

Sì. Dopo il termine del periodo di prova, il datore di lavoro non può licenziare per un certo periodo di tempo un dipendente inabile al lavoro per malattia o infortunio.

La protezione dal licenziamento termina quando il dipendente è di nuovo totalmente abile al lavoro, al più tardi però a scadenza di un periodo massimo.

Nel primo anno di servizio, questo periodo è di 30 giorni, dal secondo al quinto anno è di 90 giorni e dal sesto anno è di 180 giorni. Si tratta di giorni di calendario, non di lavoro. Non conta se il dipendente era inabile al lavoro totalmente o solo parzialmente. Il periodo di protezione non è dunque prolungato in caso di inabilità parziale.


Sono incinta: mi rimborsano se non parto più?

«Sei mesi fa ho prenotato un volo per la Nuova Zelanda. Nel frattempo sono rimasta incinta e vorrei annullare la vacanza. L'assicurazione viaggi mi rimborserà le spese?».

No. In genere, l'assicurazione subentra solo quando si è costretti ad annullare un viaggio per un infortunio o una malattia.

Una gravidanza non è una malattia. L'assicurazione la considera tale solo in presenza di gravi complicazioni.


Sono casalinga: pago la franchigia per l'infortunio?

«Sono casalinga. Durante un'escursione mi sono infortunata. Sulla fattura del medico era vistato il campo "infortunio", ma la cassa malati mi detrae franchigia e partecipazione. È corretto?».

Sì. L'assicurazione di base non distingue tra prestazioni mediche per infortunio e per malattia. In entrambi i casi fattura franchigia e partecipazione ai costi.


Posso decidere le terapie per mia madre?

«Mia madre soffre di demenza e vive in una casa per anziani. Mio padre è già morto. Quale unico discendente, posso decidere in merito alle sue cure?».

Sì, sempre che sua madre non abbia incaricato un'altra persona con un testamento biologico o un mandato precauzionale.

Per legge, il primo che avrebbe diritto a decidere sulle cure sarebbe suo padre. Siccome è già morto, il diritto passa a lei.


Muffa: disdico l'appartamento senza preavviso?

«Ho la muffa in casa. Posso disdire l'appartamento senza preavviso?».

Sì, perché ha un difetto. La muffa rappresenta infatti un rischio per la salute. Può provocare allergie, irritazioni alla pelle, agli occhi e alle vie respiratorie. Con il tempo si può sviluppare una tosse cronica e l'asma.


Cure coperte dall'azienda?

«Da bambina mi sono infortunata al ginocchio sciando. Allora ero assicurata per gli infortuni dalla mia cassa malati. Ora ho dolori allo stesso ginocchio: le cure necessarie sono coperte dall'assicurazione infortuni del mio datore di lavoro?».

No. I costi delle cure devono essere assunti dall'assicurazione di base della sua cassa malati.

Ciò significa che dovrà pagare franchigia e partecipazione.

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