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Edizione: 1/2017 febbraio

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1/2017 febbraio | pagina 31

Infortunio nel tempo libero: chi risponde?
«Ho 69 anni e lavoro ancora. Nel tempo libero mi sono fatto male. Le cure mediche sono pagate dall'assicurazione infortuni dell'azienda?».

Sì. Anche se lei ha già raggiunto l'età di pensionamento, rimane assicurato obbligatoriamente per gli infortuni e le malattie professionali dal suo datore di lavoro.

Lo stesso vale per gli infortuni che si verificano nel tempo libero, sempre che lei lavori come dipendente per la stessa azienda almeno otto ore settimanali. In tal caso, l'assicurazione infortuni dovrà pagare tutte le spese mediche e di cura, senza dedurre né franchigia né partecipazione.

Consiglio: se sul posto di lavoro è assicurato anche per gli infortuni nel tempo libero, sospenda la copertura della sua cassa malati.


Devo saldare la fattura dopo due anni?

«Due anni e mezzo fa ho avuto la polmonite. La fattura del medico è arrivata ora: devo pagarla?».
Sì, perché si prescrive dopo cinque anni.

Può chiedere il rimborso alla sua cassa malati, dato che anche questo diritto si estingue dopo lo stesso periodo di tempo.

Attenzione: nel caso delle assicurazioni complementari, il periodo di prescrizione è di soli due anni.


Dalle indennità è detratto il 2° pilastro?

«Il mio datore di lavoro ha stipulato un'assicurazione di indennità giornaliere in caso di malattia. Ora sono malata e dalle indennità sono detratti i contributi della cassa pensioni: è corretto?».

Sì. In genere, i contributi annuali della cassa pensioni sono detratti dal salario suddivisi sui dodici mesi, anche quando si è in malattia. Fanno eccezione le inabilità lavorative particolarmente lunghe: dopo qualche mese di malattia, la maggior parte delle casse pensioni prevede un esonero dal pagamento dei contributi.

L'azienda non può invece detrarre i contributi Avs/Ai/Ipg/Ad né i premi per l'assicurazione infortuni. Quelli dell'assicurazione indennità giornaliere in caso di malattia sono dovuti solo se le condizioni generali prevedono un obbligo di pagamento anche in caso di inabilità lavorativa.


Vado in Svezia: la cassa malati rimane qui?

«Sono pensionata e mi trasferirò in Svezia. Posso mantenere la mia assicurazione di cassa malati in Svizzera?».

Sì, anzi, deve farlo. I pensionati svizzeri che trasferiscono il loro domicilio in uno Stato dell'Unione europea devono restare annunciati a una cassa malati elvetica. Lo stabiliscono gli accordi bilaterali Svizzera-Ue.

Eccezioni: Germania, Francia, Austria, Spagna e Portogallo. Chi si trasferisce in uno di quesi paesi può scegliere se stipulare un'assicurazione malattia lì o mantenerla in Svizzera. Se si opta per quella estera, si hanno tre mesi di tempo per inoltrare la richiesta all'Istituzione comune Lamal di Soletta.


Occhiali rotti: paga la cassa?

«Cadendo dalla bicicletta ho rotto gli occhiali. Sono pensionata, dunque assicurata per gli infortuni tramite l'assicurazione di base. La cassa malati deve pagarmi gli occhiali nuovi?».

No. L'assicurazione di base obbligatoria paga un contributo per gli occhiali soltanto in caso di specifiche malattie o dopo un intervento agli occhi.

Lei avrebbe diritto a un contributo sul costo dei nuovi occhiali solo se avesse un'assicurazione complementare. Chieda quindi alla sua cassa.

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