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Edizione: 2/2017 aprile

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2/2017 aprile | pagina 3

Parkinson: erbicidi accusati
I pesticidi usati sui campi causerebbero la grave malattia

In agricoltura e sui campi da golf vengono impiegate sostanze chimiche altamente tossiche per eliminare le erbacce. Alcuni studi sospettano persino che possano favorire l'insorgere del Parkinson. Le autorità per ora non intendono intervenire.

A 36 anni, Yves Auberson ha improvvisamente perso il senso dell'olfatto. Due anni dopo le mani hanno iniziato a tremare. Poi la dura diagnosi: Parkinson. «Non sapevo neanche che ci si potesse ammalare così presto», racconta l'uomo. Allora era un professionista del golf. «Ho giocato tutti i giorni per 15 anni» dice. «Improvvisamente non l'ho più potuto fare».

Vigneti bombardati
Il morbo di Parkinson è una malattia inguaribile del sistema nervoso che distrugge le cellule cerebrali. Le cause scatenanti della malattia sono ignote, Yves Auberson però ha un sospetto: «Sui campi da golf ero esposto ai pesticidi» usati in grandi quantità per impedire la crescita delle erbacce. «Sono convinto che ciò abbia favorito l'insorgere della mia patologia».

Un nuovo studio conferma questi dubbi. Alcuni scienziati dell'Istituto parigino di ricerca Inserm hanno constatato che le persone che vivono nelle zone rurali si ammalano di Parkinson molto di più dei cittadini. I più colpiti sono gli abitanti delle zone coltivate a vigneti, dove il rischio è del 12% superiore.

Le autorità stanno a guardare
Anche gli specialisti dell'Istituto tedesco per la valutazione dei rischi ritengono che vi sia un nesso tra pesticidi e Parkinson.

«I pesticidi dovrebbero essere usati solo in minime quantità», dichiara cauto Stephan Bohlhalter, primario del neurocentro dell'Ospedale cantonale di Lucerna.

Per l'Ufficio federale della sanità non ci sono dati a sufficienza per dimostrare un collegamento tra pesticidi e Parkinson, né vi è l'intenzione di rivedere l'omologazione dei pesticidi attualmente in uso.

Lara Wüst, Gesundheitstipp
Michela Salvi, Scelgo io

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