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Edizione: 2/2017 aprile

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2/2017 aprile | pagina 1

Educhiamo senza sculacciare
Sette anni fa, con mio figlio ancora nel pancione, scrissi un articolo sul maltrattamento infantile. Intervistai un'esperta che mi spiegò quanto superflue siano le sberle e le sculacciate nell'educazione di un bambino. Si ottiene molto di più con il dialogo e l'empatia, cioè la capacità di mettersi nei panni degli altri. «Lei vorrebbe ricevere uno schiaffone?», mi chiese. Fu in quel momento che mi ripromisi di non picchiare mai mio figlio.

Le nostre mani non devono diventare strumenti punitivi. Vanno utilizzate per aiutare, accarezzare, giocare, proteggere. Lo spiega bene, in un breve filmato(1), il Consiglio d'Europa, un'organizzazione che difende i diritti dell'uomo. Sui bambini, le punizioni corporali possono avere conseguenze da non sottovalutare: meno fiducia nei propri genitori, indebolimento dell'autostima, comportamento aggressivo e squilibrio nello sviluppo sociale, intellettuale ed emotivo.

Eppure sono ancora molti gli adulti che difendono la sculacciata. Magari non picchierebbero un loro simile (che violenza!) e non farebbero del male a un animale (che crudeltà!), ma considerano la sberla a un figlio uno strumento educativo basato sulla legge del più forte. Se però le punizioni corporali fossero davvero efficaci, non occorrerebbe ricorrervi così spesso. Il bambino non ripete l'errore perché lo ha capito, ma perché ha paura di essere punito di nuovo.

A oggi sono una cinquantina i paesi in cui è vietata ogni forma di violenza sui bambini(2). L'apripista fu la Svezia nel 1979. In Svizzera non c'è una legge specifica. Il codice penale identifica i reati contro la vita e l'integrità della persona. Per le lesioni personali sono previste pene detentive e pecuniarie(3). Anche un singolo schiaffo è passibile di sanzione.

Come fermare le mani prima che sia troppo tardi? Quando si è sotto stress e un figlio fa orecchie da mercante, serve un'alta dose di autocontrollo, lo ammetto. Io mi fermo qualche secondo, chiudo gli occhi e respiro profondamente. Poi, quando sono più calma, spiego al mio bambino perché quella cosa non andava fatta. Questa è la mia strategia, ma ognuno può trovare la sua(4). E vedrete: sarete orgogliosi di voi stessi, perché un'educazione senza schiaffi è un successo per tutti(5).


Antonella Sicurello

(1)tiny.cc/filmato-mani
(2)tiny.cc/iniziativa
(3)tiny.cc/codice-penale (articoli 122-126)
(4)tiny.cc/opuscolo-violenza
(5)tiny.cc/Consiglio-europa
tiny.cc/filmato-mani
tiny.cc/iniziativa
)tiny.cc/codice-penale

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