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Spendere Meglio
Edizione: 3/2017 giugno

Nome: Spendere Meglio
Nato il: 7 febbraio 1996
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3/2017 giugno | pagina 4

Costa meno viaggiare che stare a casa
Col minimo vitale, Spendere Meglio ha visitato 12 città europee. Sono avanzati 26 franchi

Un collaboratore di Spendere Meglio ha percorso l’Europa in lungo e in largo spendendo meno del minimo vitale. Merito dei voli low-cost e dello scambio ospitalità.

Chi è senza soldi e non ha diritto all’indennità di disoccupazione, può rivolgersi ai servizi sociali. Lo Stato garantisce l’affitto, la cassa malati e un forfait di mantenimento: per una persona sola almeno fr. 986.- al mese, ovvero fr. 32.40 al giorno.

Spendere Meglio ha messo in mano questo importo a Mateo Del Aguila, 22 anni, allievo della Scuola di giornalismo di Bellinzona, con una missione particolare: visitare 10 città europee in 33 giorni spendendo al massimo il minimo vitale (fr. 32.40 al giorno).

Mateo non solo ha vinto la scommessa. Ma è riuscito ad aggiungere due città spendendo il 2,45% in meno del preventivo. Ha visitato 12 città invece di 10 e gli sono avanzati 26 franchi (ovvero 80 centesimi al giorno).

In 33 giorni di viaggio ha percorso più di 11 mila chilometri in aeroplano spendendo fr. 366.-. Con ogni franco ha volato oltre 30 chilometri.

Mateo ha alloggiato a casa di perfetti sconosciuti che oggi sono diventati suoi amici (vedi articolo qui sotto).

Matteo Cheda


Grazie a Couchsurfing ho trovato nuovi amici

Spendere Meglio mi ha mandato in giro per l’Europa a sperimentare il Couchsurfing. È stato fantastico.

Couchsurfing potrebbe essere visto come un hotel gratuito. In realtà la piattaforma web offre la possibilità di conoscere nuove culture e fare nuove amicizie.

«La mia prima esperienze è stata in Belgio, ospite di un uomo di 60 anni» mi ha detto Madhur di Tolosa che vive in una residenza universitaria. «La sua generosità, e la felicità che ricavava da Couchsurfing mi hanno fatto decidere di offrire il poco che ho e condividerlo con i viaggiatori che ne hanno bisogno. Una volta che vedi quanto ci si può rendere utili aiutando gli altri, viene voglia di farlo anche a te».

«A noi piace passare del tempo insieme ai viaggiatori, vogliamo conoscere la persona, le storie che ha da condividere, un po’ di cultura della sua nazione» spiega Lieke, che mi ha ospitato a Bruxelles. «Al nostro ospite chiediamo di cucinare un piatto tipico del suo Paese. Certo non fa molto piacere se un estraneo arriva in casa tua, chiede il codice del wi-fi e si siede in disparte col telefono scambiando molto poco con noi».

«Io non pretendo che chi viaggia passi il suo tempo con me» dice invece Paulina che mi ha offerto alloggio a Porto. «Non ho molto tempo e non riesco a conoscere tutti coloro che passano da qui. In un mese ospito anche cento persone, chi per un giorno, chi per settimane».

«Chiedo all’ospite di leggermi le prime tre pagine de “Il piccolo principe” nella sua lingua madre», mi racconta Chuck, il mio host a Londra. «Ho già collezionato oltre 10 registrazioni».

Ad Atene e Madrid ho reso pubblico il mio viaggio e ho ricevuto due offerte da persone con uno stile di vita naturalista e nudista, che pretendevano il viaggiatore si adattasse.
«A volte la mia omosessualità è risultata un ostacolo», mi dice invece Chris di Amburgo. «Una volta un ragazzo russo mi ha detto di non voler essere ospitato da un gay per paura che potessi fargli qualcosa. Altri appena si accorgono del mio orientamento sessuale cambiano atteggiamento e sembrano più distaccati».

«Quando ho viaggiato a Stoccolma l’anno scorso ho dovuto mandare oltre 60 richieste prima di trovare qualcuno» mi spiega Magda, che mi ha accolto a casa sua in Polonia. «Stoccolma è una città molto cara e le persone preferiscono affittare a pagamento su Airbnb».

Quasi tutti gli host mi hanno offerto anche la cena a casa o al ristorante. Per contraccambiare ho cucinato un piatto tipico peruviano: il riso Chaufa, con erba cipollina, uova strapazzate, cubetti di pancetta e salsa di soia. Ingredienti che ho trovato dappertutto a poco prezzo.

Un servizio analogo a Couchsurfing lo offrono le organizzazioni non profit Bewelcome.org e Trustroots.org.

Mateo Del Aguila



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