HomeDomandeNewsletterAbbonamentiArretratiLibriCarrelloContatto Accedi

Cerca gli articoli con queste parole:
Criteri
Posizione
Riviste
Periodo
Nessun oggetto nel carrello
Spendere Meglio
Edizione: 3/2017 giugno

Nome: Spendere Meglio
Nato il: 7 febbraio 1996
Abbonamento: fr. 48.00 all'anno
Uscita: entro il 20 dei mesi pari


Abbonati a Spendere Meglio
Acquista gli arretrati
Acquista i libri
Spendere Meglio su iPhone

Torna indietro
3/2017 giugno | pagina 28

Hacker in azione, clienti risarciti
La banca è responsabile se agisce con negligenza

Con l’e-banking, gli hacker possono intercettare lo scambio di corrispondenza tra banca e cliente e dare ordini di pagamento. Le banche declinano qualsiasi responsabilità, ma due sentenze danno loro torto.

Nel giugno 2012, degli sconosciuti rubano l’account di posta elettronica di un cliente anglofono della filiale di una banca losannese. Trasmettono alla banca alcuni ordini di pagamento di cui il vero cliente non sa nulla e riescono a prelevare dal conto circa 600 mila franchi. La banca versava i soldi su banche con sede a Hongkong.

Secondo il Tribunale federale, la banca deve rispondere di questo danno (sentenza del 5 dicembre 2016). La banca avrebbe agito con negligenza grave, anche perché i truffatori avrebbero comunicato in un inglese particolarmente stentato. Inoltre, per il cliente in questione sarebbero stati inusuali versamenti verso l’Estremo Oriente. E, considerando i suoi mezzi finanziari, si trattava di ordini di pagamento importanti.

Oltretutto gli hacker avevano insistito per un rapido disbrigo delle pratiche, un comportamento inusuale da parte di quel cliente. In altre parole, la banca avrebbe dovuto accorgersi della truffa.

Obblighi di sorveglianza:
la banca è responsabile
Un caso simile è stato giudicato anche dal Tribunale commerciale di Zurigo (sentenza del 25 novembre 2016): alcuni truffatori manipolano la corrispondenza e-mail tra un amministratore patrimoniale e la sua banca. In cinque tranche sottraggono 240 mila franchi e 121 mila dollari.

Secondo la sentenza, la banca deve risarcire al cliente l’intero capitale, perché ha violato i suoi obblighi di sorveglianza.

Ecco le argomentazioni:

- Molti versamenti sono stati effettuati su un nuovo conto londinese. Il conto sembrava intestato al cliente, ma questi non lo aveva né reso noto né confermato. Fino a quel momento aveva effettuato versamenti su un conto proprio a Ginevra. Secondo il tribunale, la banca avrebbe dovuto chiamarlo. In tal modo, la truffa sarebbe stata scoperta subito.

- Un versamento di 200 mila franchi è stato effettuato su un conto in Georgia. È noto che i cyber attacchi provengono spesso dall’Europa orientale e dalla Russia.

Nelle Condizioni generali, la banca addossa qualsiasi responsabilità al cliente. Per il tribunale, questa clausola non è applicabile se la banca agisce con negligenza grave. Come nel caso in questione.

Ernst Meierhofer, Saldo
Michela Salvi, Spendere Meglio

Impressum Design by VirtusWeb