HomeDomandeNewsletterAbbonamentiArretratiLibriCarrelloContatto Accedi

Cerca gli articoli con queste parole:
Criteri
Posizione
Riviste
Periodo
Nessun oggetto nel carrello
Spendere Meglio
Edizione: 3/2017 giugno

Nome: Spendere Meglio
Nato il: 7 febbraio 1996
Abbonamento: fr. 48.00 all'anno
Uscita: entro il 20 dei mesi pari


Abbonati a Spendere Meglio
Acquista gli arretrati
Acquista i libri
Spendere Meglio su iPhone

Torna indietro
3/2017 giugno | pagina 30

È valido il divieto di concorrenza?
«Da contratto, dopo il termine del rapporto di lavoro non posso fare concorrenza all’azienda per un determinato periodo. Il divieto di concorrenza è valido anche se vengo licenziato?»

No. Eccezione: se il datore di lavoro l’ha licenziata per un motivo giustificato. Ad esempio, se durante il rapporto lavorativo lei ha già pianificato di passare alla concorrenza o ha molestato sessualmente una collega.

Se, invece, alla base del licenziamento ci sono semplici motivi, per esempio economici, il divieto di concorrenza non vale più.

In generale, un simile divieto è vincolante solo se il dipendente è a conoscenza della cerchia dei clienti oppure di segreti di fabbricazione o aziendali.

Dev’essere inoltre limitato: vale solo nella regione di attività del datore di lavoro e non può protrarsi per più di tre anni. Il divieto può interessare ogni attività all’interno di un’azienda concorrente oppure solo una specifica attività nel settore attuale.


Devo pagare un vecchio conguaglio?

«Mi sono trasferito in un nuovo appartamento più di tre anni fa. Ma pochi giorni fa ho ricevuto l’ultimo conguaglio delle spese accessorie. Devo pagarlo?»

Sì, sempre che sia corretto. Le spese accessorie si prescrivono solo cinque anni dopo il periodo considerato nel relativo conteggio o la consegna dell’appartamento.
A meno che nel suo contratto di locazione non siano previste scadenze più brevi.


Possiamo rinunciare all’eredità?

«Mio padre è morto e non ha lasciato né un testamento né un contratto di successione. I miei fratelli ed io non vorremmo che nostra madre finisse in difficoltà finanziarie. Possiamo rinunciare alla nostra quota ereditaria?»

Sì. Al momento della divisione ereditaria potete rinunciare alla vostra quota. Il contratto dev’essere stipulato per iscritto. Non è necessario andare da un notaio, nemmeno se si tratta di beni immobili.

Sulla base del contratto di divisione ereditaria, vostra madre potrà poi ottenere la modifica dell’iscrizione a Registro fondiario.

Anche rinunciando alla vostra quota, lei e i suoi fratelli rimanete solidalmente responsabili per i debiti della successione. Nel contratto di divisione ereditaria stabilite anche chi dovrà pagare eventuali fatture ancora scoperte.


Mi oppongo al decreto d’accusa?

«Ho ordinato una fotocamera su internet pagandola anticipatamente, ma non l’ho mai ricevuta. Nel frattempo il venditore è stato condannato per truffa. Nell’ambito della procedura penale, avevo inoltrato richiesta di rimborso del prezzo d’acquisto come pretesa di risarcimento danni. Stando al decreto d’accusa, l’imputato l’ha contestata. Ora devo far valere la pretesa nell’ambito di una normale azione creditoria. Devo fare opposizione al decreto d’accusa?»

No. Nella procedura del decreto d’accusa, il giudice può decidere solo in merito a una pretesa riconosciuta dall’imputato. Visto che quest’ultimo l’ha negata, lei dovrà far valere la sua pretesa davanti al giudice di pace.

Impressum Design by VirtusWeb