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Edizione: 4/2017 agosto

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4/2017 agosto | pagina 1

Sugli spalti guarda e taci!
Di recente ho accompagnato mio figlio di sette anni a un torneo di calcio. Si salvi chi può! Sugli spalti, genitori che strepitavano, criticavano le scelte arbitrali e si improvvisavano coach, dando indicazioni tattiche e tecniche come se in campo stessero giocando i nuovi Ronaldo e Messi. In panchina, allenatori che urlavano contro i bambini che sbagliavano un passaggio.

Chi si comporta così ha perso di vista il vero significato dello sport, che non è escusivamente gioco perfetto, vittorie e record. È in primo luogo salute, divertimento, condivisione, arricchimento personale. La Carta internazionale per l'educazione fisica dell'Unesco(1) dice che anche i genitori devono essere «consapevoli dei potenziali rischi, soprattutto per i bambini, di metodi pericolosi o inappropriati di allenamento e della competizione, e delle pressioni psicologiche di qualsiasi tipo». La Carta dei diritti del bambino nello sport(2), redatta nel 1988 dal Dipartimento dell'istruzione pubblica del canton Ginevra con il contributo di specialisti dell'infanzia e allenatori, ricorda agli adulti che i più piccoli devono poter giocare come bambini e non necessariamente essere campioni.

Contro gli atteggiamenti antisportivi c'è chi è corso ai ripari. La Federazione ticinese calcio ha istituito, per esempio, la figura del responsabile del fair-play durante le partite e previsto sanzioni disciplinari per tenere a bada i tifosi facinorosi. Quella della Svizzera centrale, con la campagna "Eltern weg vom Spielfeldrand" (Genitori via dal bordo campo)(3), chiede di delimitare l'area di gioco con dei nastri per non far avvicinare i genitori a meno di tre metri.

Anche le società si sono mosse. L'Fc Capriasca, per citarne una, ha esposto un cartellone con indicazioni per mamma e papà, tra cui questa: «Il tuo compito è sostenere la squadra e i tuoi figli incitandoli a dare il meglio, quindi non fare il tecnico e goditi la partita!». In Inghilterra, nell'ambito della campagna "Respect" della Football association(4), qualche club ha indetto il "Silent weekend" (Fine settimana silenzioso)(5): i genitori sono invitati a non parlare con i giocatori, ma solo ad applaudirli.

Insomma, lasciamo giocare in pace questi bambini e infischiamocene del risultato! Mio figlio, al termine del torneo, mi ha detto: «Mi sono divertito un sacco! Questa medaglia è la più bella del mondo!». E pensate: non era quella d'oro.

Antonella Sicurello

(1)tiny.cc/carta-unesco (articolo 9.4)
(2)tiny.cc/carta-diritti
(3)tiny.cc/genitori-fuori
(4)tiny.cc/thefa-respect
(5)tiny.cc/silent-weekend
tiny.cc/carta-unesco
tiny.cc/carta-diritti
tiny.cc/genitori-fuori

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