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Spendere Meglio
Edizione: 6/2017 dicembre

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6/2017 dicembre | pagina 9

Uova con farmaci
Su 20 campioni testati, tre contenevano tracce di coccidiostatici

I farmaci dati agli animali insieme con il mangime possono finire nelle uova. Lo dimostra un test.

Per prevenire le malattie, molti allevatori mettono dei farmaci nel mangime degli animali. Per scoprire se ne rimangono tracce nelle uova in commercio, la rivista Saldo ha acquistato 20 uova fresche da Aldi, Alnatura, Coop, Denner, Müller Reformhaus, Globus, Lidl, Manor, Migros, Spar e Volg. Le ha poi fatte analizzare alla ricerca di 80 farmaci per animali.

Secondo le dichiarazioni sulle confezioni, le uova provenivano da Svizzera, Germania, Italia, Olanda e Polonia. Risultato: tre prodotti erano contaminati con tracce di coccidiostatici (vedi tabella). Queste sostanze dovrebbero proteggere i polli dalla coccidiosi, i cui germi patogeni si diffondono attraverso le feci.

Ai polli da ingrasso e alle pollastre, gli allevatori svizzeri possono dare mangime contenente coccidiostatici fino alla 16esima settimana di vita. Non è permesso dare queste sostanze alle galline ovaiole.

Uova con nicarbazina e narasina
Due delle tre uova contaminate erano importate dalla Germania (Migros) e dall’Olanda (Volg). In entrambe, il laboratorio ha trovato nicarbazina, anche se in quantità limitate tra 2 e 5 microgrammi al chilo (μg/kg). In Svizzera, le uova possono contenerne fino a 300 μg/kg.

Le uova svizzere da allevamento all’aperto di Lidl contenevano tra 1 e 2 μg/kg di narasina. Il limite massimo è di 2 μg/kg.

Volg acquista le uova dalla ditta Eico di Märstetten (Turgovia), che parla di «residui tecnicamente inevitabili nella preparazione del mangime». Stesso argomento adottato da Migros, che aveva acquistato le uova dalla ditta Lüchinger und Schmid di Kloten (Zurigo). «Nell’azienda non sono stati usati farmaci veterinari che potrebbero deteminare simili tracce», dice la ditta.

Le uova contaminate di Lidl provenivano da f+f di Schötz (Lucerna), che rimanda al rispetto del limite massimo di narasina.

Sabine Rindlisbacher, Saldo
Michela Salvi, Spendere Meglio



Animali: i controlli nelle mani degli agricoltori

I cantoni devono verificare che gli allevamenti rispettino la legge sulla protezione degli animali. Ma spesso i controlli sono svolti da aziende private che hanno come collaboratori proprio degli agricoltori.

Per legge, gli animali devono essere nutriti e curati in modo adeguato. Per esempio, i bovini di un peso superiore a 400 chili devono avere poste larghe almeno un metro, i maiali di oltre 110 chili almeno 1,65 metri quadrati di spazio.

Ma ogni azienda agricola con animali deve essere controllata solo una volta ogni quattro anni e soltanto un controllo su dieci non va annunciato.

La Confederazione delega i controlli ai cantoni, molti dei quali a loro volta incaricano aziende private. Agrocontrol di Zurigo, per esempio, dà lavoro ad almeno 30 controllori, la maggior parte dei quali sono agricoltori.

Se questi rilevano infrazioni alla legge, si riducono i pagamenti diretti agli agricoltori. L’Ufficio federale per l’agricoltura stima che nel 2016 circa 4 mila agricoltori hanno contravvenuto alla legge sulla protezione degli animali. Significa che sono stati tagliati 3-4 milioni di pagamenti diretti.

Herbert Lanz, Saldo
Silvia Mossi, Spendere Meglio


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