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Edizione: 6/2017 dicembre

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6/2017 dicembre | pagina 10

Le falsità di Tripadvisor
Le società di ottimizzazione vendono ai locali recensioni inventate di sana pianta

Non tutte le recensioni pubblicate su Tripadvisor, Holidaycheck o Amazon sono vere. Alcuni alberghi e locali pagano centinaia di franchi per avere commenti positivi.

Molte persone si affidano alle recensioni di Tripadvisor prima di prenotare un viaggio o andare in un ristorante. Ma spesso dietro ai commenti si nascondono imprese che si fanno pagare per scriverli, influenzando così le classifiche.

Con l’accordo di un ristorante di Winterthur, Zum Grünen Hund, la rivista Saldo ha voluto verificare la facilità con cui si possono manipolare i risultati che appaiono sul sito internet. Per farlo, ha acquistato il pacchetto pubblicitario Fivestar Plus dall’azienda tedesca fivestarmarketing.net. Al prezzo di fr. 234.60, i collaboratori della società si sono impegnati a postare dodici valutazioni sul ristorante, recensioni incluse.

Lodi esagerate su cibo e personale
Poco dopo l’acquisto è uscita la prima recensione e a intervalli di uno-quattro giorni sono comparse le altre. Il pacchetto acquistato è stato efficace: in poco più di un mese, il ristorante ha risalito la classifica di Tripadvisor passando dalla posizione 75 alla 19. I recensori pagati hanno assegnato solo punteggi massimi: cibo «super buono», locale «molto pulito e curato» e personale «gentilissimo». Tra di loro ci sono molti tedeschi, che avrebbero visitato il locale in viaggio d’affari o durante le vacanze.

Riconoscere le recensioni false non è impossibile. I commenti sul ristorante del test sono fin troppo positivi. Inoltre, i finti ospiti hanno recensito anche ristoranti quasi identici a Berlino e Monaco e altri tre locali in Svizzera.

Fivestar Marketing, aperta lo scorso aprile nella Renania Settentrionale-Vestfalia, giustifica il suo lavoro con l’elevato numero di recensioni negative e ingiuste su internet. Secondo il direttore Henning R. Franke, «in molti casi il rapporto tra le recensioni positive e quelle negative non è corretto». Le recensioni negative verrebbero da sé, mentre spetterebbe all’azienda stessa attivarsi per quelle positive.

Stando a quanto dichiarato da Franke, la sua azienda vende mensilmente diverse migliaia di recensioni: il 60% per piattaforme quali Tripadvisor o Holidaycheck, il 40% per i prodotti in vendita su Amazon o sugli App Store di Google e Apple. Il gruppo degli adetti alle recensioni sarebbe composto da circa 4 mila persone.

Sistemi automatizzati contro i truffatori
Per capire come si diventa recensori, Saldo ha inviato la sua candidatura a Fivestar Marketing. Basta poco: un nome, un indirizzo e-mail e postale e un numero di conto per il versamento dell’onorario. Dopo aver immesso questi dati, si può accedere da subito agli incarichi disponibili, che sono centinaia. Per accettarne uno basta un clic e per una recensione si ricevono da tre a cinque euro.

Tripadvisor è a conoscenza del problema e sostiene di agire contro i tentativi di truffa. Secondo la portavoce Susanne Nguyen, impiega a tal scopo elaborati programmi per computer e un gruppo speciale di lavoro. Nel 2016 Tripadvisor sarebbe riuscita a interrompere l’attività di 59 società di ottimizzazione.

Nguyen sostiene che le recensioni acquistate vengono cancellate, e a volte i locali sono abbassati di rango o segnalati.

Anche Amazon e il portale di viaggi Holidaychek rimandano a sistemi di verifica automatizzati e manuali. La certificazione «acquisto verificato» su Amazon dovrebbe aiutare a riconoscere le recensioni vere. Secondo Holidaycheck, le recensioni false pubblicate sul sito sono solo casi isolati.

Thomas Lattmann, Saldo
Michela Salvi, Spendere Meglio

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