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L'Inchiesta
Edizione: 1/2018 gennaio

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1/2018 gennaio | pagina 6

Natura a rischio
Berna promuove la biodiversità, ma poi non vigila sull'operato degli agricoltori

L'allodola è a rischio d'estinzione. Secondo la Stazione ornitologica svizzera di Sempach, in Svizzera ne sono rimaste 30 mila coppie, un quarto in meno di dieci anni fa.

Anche l'Ufficio federale dell'ambiente ha denunciato la perdita di «diversità biologica». Una delle maggiori cause è l'agricoltura intensiva. L'uso su grandi superfici di pesticidi e concimanti, le quantità eccessive di bestiame e i macchinari pesanti mettono in pericolo piante e animali e ne riducono gli spazi vitali. Anche l'urbanizzazione fa la sua parte.

Secondo Daniela Pauli del Forum biodiversità, la Svizzera, pur essendosi impegnata a livello internazionale ad abolire o reindirizzare i sovvenzionamenti per l'agricoltura dannosi, avrebbe contemporaneamente liberato dai dazi doganali i mangimi d'importazione, per esempio, stimolando gli allevatori ad aumentare la quantità di bestiame. Con il conseguente aumento delle emissioni di azoto nell'ambiente.

Nessuno controlla gli agricoltori
Dal 2014 l'Ufficio federale dell'agricoltura ha versato oltre un miliardo di franchi sotto forma di contributi per la biodiversità. I soldi sarebbero destinati a far sì che gli agricoltori conservino prati o pascoli poco sfruttati quale habitat di specie rare. Su tali superfici non possono spruzzare pesticidi, né usare frantumatrici o falciacondizionatrici, e possono falciare l'erba solo ad autunno inoltrato. Inoltre, dovrebbero mantenere le siepi e seminare miscele di erbe e fiori rari.

L'Ufficio federale dell'agricoltura non controlla se e in che modo i sovvenzionamenti milionari promuovano effettivamente la biodiversità.

Secondo lo specialista agrario della Stazione ornitologica di Sempach Markus Jenny, molti soldi svaniscono nel nulla, soprattutto per quanto concerne i progetti d'interconnessione cantonali. Nel 2016 la Confederazione vi ha investito 97 milioni per tutelare le specie minacciate. Ma i cantoni, responsabili della sorveglianza, non svolgono alcun controllo.

I contributi per la qualità sono di due livelli. Andreas Bosshard di Vision Landwirtschaft vorrebbe il terzo. Se un agricoltore mira a ricevere sovvenzionamenti per un prato di livello qualitativo 2, dovrà dimostrare che vi crescono sei specie vegetali. Per un livello qualitativo 3 servono invece almeno dieci specie. «Abbiamo bisogno di più prati davvero pregiati», dice Bosshard.

Eric Breitinger, Saldo
Michela Salvi, L'Inchiesta

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