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L'Inchiesta
Edizione: 1/2018 gennaio

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1/2018 gennaio | pagina 8

Sprechi alimentari scarsa trasparenza
Cinque supermercati su sei non dicono quanto cibo finisce nell'inceneritore. Solo Migros fornisce i dettagli

In Svizzera ogni anno si buttano 2,3 milioni di tonnellate di alimenti (270 chili a testa). I supermercati ne producono 100 mila tonnellate (il 4%). Di queste, il 95% sarebbe evitabile, secondo l'Ufficio federale dell'ambiente, anche perché lo smaltimento costa 100 franchi a tonnellata.

Gli alimenti scaduti possono essere donati a enti di pubblica utilità o trasformati in biogas, foraggio e concime.

L'Inchiesta ha domandato a sei catene di supermercati ticinesi dove finiscono gli alimenti invenduti (vedi tabella).

Tutti collaborano con Tavolino Magico, un ente che lotta contro lo spreco e distribuisce cibo alle persone bisognose.

I sei negozi consegnano i cibi non più commestitibili ad alcune aziende produttrici di gas biologico, una fonte energetica rinnovabile. Secondo Angelo Geninazzi, portavoce di Aldi, gli scarti vengono «consegnati a imprese agricole o zoo, per il foraggio degli animali». Anche Coop segue questa procedura. In più, alcuni prodotti scaduti vengono trasformati in concime.

I supermercati affermano di fare il possibile per ridurre al massimo il food-waste, ovvero lo spreco di alimenti. Ma cinque su sei non rivelano l'ammontare preciso. Solo Migros è stata trasparente.

I supermercati e i ristoranti Migros Ticino, afferma il portavoce Luca Corti, nel 2016 hanno prodotto 753 tonnellate di scarti, che equivalgono all'1,4% dei prodotti alimentari. Lo 0,1% finisce nell'inceneritore.

Coop sostiene di avere «numerose misure di prevenzione, che permettono di limitare al massimo la quantità di prodotti da smaltire. Lo 0,2% degli alimenti è tolto dalla linea di vendita» dice il portavoce Mirko Stoppa.
I prezzi dei cibi in scadenza vengono ridotti fino al 75%. Denner utilizza adesivi verdi con la scritta: «Save food - gli alimenti sono preziosi». Grazie a questo sistema, solo pochi prodotti rimangono invenduti. Anche Lidl adotta la stessa strategia, con sconti del 30%.

Rebecca Buzzetti
Nicola Morandi

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