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L'Inchiesta
Edizione: 3/2018 maggio

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3/2018 maggio | pagina 7

Professori al soldo di Posta e Ffs
Ogni anno le aziende statali versano tre milioni alle università: l'indipendenza della ricerca scientifica non è garantita

AutoPostale Svizzera si è accaparrata quasi 78 milioni di franchi di sovvenzioni cantonali e federali manipolando i dati contabili.

«La responsabilità non è solo sua», dice alla Nzz am Sonntag il professore per le industrie di rete del Politecnico di Losanna Matthias Finger. Avrebbe sbagliato anche l'Ufficio federale dei trasporti (Uft), poiché sarebbe suo compito sorvegliare sull'impiego delle sovvenzioni.

Secondo Finger, c'è un conflitto di interessi: da un lato, l'Uft emana le disposizioni inerenti i trasporti pubblici e dall'altro funge anche da organo di sorveglianza.

Ma anche il professor Finger è al centro di un conflitto d'interessi. La Posta supporta la sua cattedra con ben fr. 650 mila annui. E lui ripaga. Quando nel 2016 il Gigante giallo ha annunciato la chiusura di 600 uffici postali, Finger ha detto che «era tempo» di farlo. E anche prima della votazione sull'iniziativa Pro Service Public ha preso posizione a favore della Posta.

«Io sono indipendente», sostiene Finger. Si esprimerebbe sugli argomenti che riguardano la Posta perché intervistato dai giornalisti.

Al Politecnico di Zurigo un milione dalle Ffs
L'impegno finanziario della Posta va ben oltre. Ogni anno paga mezzo milione di franchi al Centro per la cybersicurezza del Politecnico di Zurigo. E supporta l'Università di Friborgo versando ogni anno fr. 222'500.- per lo sviluppo di «nuove tecnologie interattive che facilitano la quotidianità».

Anche le Ffs sono generose. Finanziano le università di San Gallo e il Politecnico di Losanna con fr. 150 mila annui a testa. Al Politecnico di Zurigo versano un milione di franchi all'anno per un Centro di competenza per la mobilità ancora da istituire. E fr. 300 mila annui vanno a un fondo di ricerca.

In totale, ogni anno Posta e Ffs pagano tre milioni agli istituti universitari.

Thomas Lattmann, Saldo
Michela Salvi, L'Inchiesta

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