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L'Inchiesta
Edizione: 3/2018 maggio

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3/2018 maggio | pagina 9

Soccorritori spioni
Il sistema di chiamate d'emergenza eCall è obbligatorio su tutte le auto nuove. Ma i produttori possono usarlo per raccogliere dati sui conducenti

Dal 1° aprile tutte le auto nuove devono essere dotate di sistema di chiamata d'emergenza automatico eCall. Lo impone la nuova normativa europea, adottata anche in Svizzera.

Lo scopo è velocizzare l'arrivo dei soccorsi in caso d'incidente. Il sistema d'emergenza è composto da sensori, un apparecchio di rete mobile e un gps che permettono la localizzazione dell'automobile in qualsiasi momento.

Le vetture nuove con eCall integrato sono costantemente collegate alla rete. La chiamata d'emergenza via rete mobile parte quando i sensori registrano un impatto violento o se si attiva l'airbag. Il sistema stabilisce un collegamento vocale con la centrale di pronto intervento e trasmette l'orario dell'incidente, la posizione e la direzione di percorrenza dell'auto e il numero dei passeggeri.

In Svizzera non c'è ancora una centrale d'allarme unica per gli incidenti. Le case automobilistiche stabiliscono autonomamente cosa succede in caso di allarme incidente. Mercedes e Volkswagen gestiscono una centrale di chiamate d'emergenza propria, mentre con gli altri produttori il sistema contatta il numero d'emergenza 112.

Un Grande fratello come passeggero
La connessione via rete mobile è presente da tempo su molte automobili. I produttori la rendono allettante con funzioni elettroniche supplementari: per esempio, la possibilità di ascoltare in auto la musica dello smartphone. Allo stesso tempo permette loro di raccogliere alcuni dati, come il numero di passeggeri, il tipo di guida o i tragitti percorsi. Con eCall, il legislatore fornisce un'ulteriore possibilità ai produttori di accedere ai dati.

Völker Lüdemann, professore di diritto e direttore della centrale per la protezione dei dati della Bassa Sassonia, non ha dubbi: eCall è stato introdotto dall'industria automobilistica anche per ottenere più facilmente dati. «Parallelamente a questo sistema e all'insaputa dei conducenti, possono essere installate nell'auto anche funzioni supplementari che trasmettono incontrollatamente e illimitatamente dati ai produttori».

Né l'Incaricato federale per la protezione dei dati né l'Ufficio federale delle strade sanno dire quali siano queste informazioni e le loro finalità. Il secondo si limita a commentare che i produttori sono obbligati a «comunicare chiaramente agli utenti quali sono i dati trasmessi».

Cigdem Akyol, Saldo
Michela Salvi, L'Inchiesta

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