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L'Inchiesta
Edizione: 3/2018 maggio

Nome: L'Inchiesta
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3/2018 maggio | pagina 27

Riservazione rischiosa
Volete comprare un immobile? Allora prestate attenzione ai contratti di riservazione: se non sono autenticati da un notaio, rischiate di perdere i soldi che avete anticipato al venditore.

Spesso le imprese di costruzioni si fanno finanziare le ristrutturazioni o le nuove realizzazioni con largo anticipo, lavorando su contratti che in parte non sono validi.

Ne sono un esempio i contratti di riservazione, con cui gli acquirenti si impegnano a versare un acconto di varie decine di migliaia di franchi. Questi contratti non sono quasi mai autenticati da un notaio e perciò di solito non hanno alcuna validità legale.

Conseguenza: chi ha pagato può chiedere in qualsiasi momento la restituzione dei soldi. Se però l'agente immobiliare o l'impresa generale va in fallimento, questi soldi andranno persi.

Si rischia di perdere anche altri anticipi pagati prima del trapasso di proprietà. Se l'impresa generale fallisce nel corso dei lavori, chi ha anticipato i soldi li perderà. Chi decide di continuare la costruzione dovrà pagare gli artigiani una seconda volta per il lavoro svolto. Se, infatti, l'intermediario fallisce prima di pagare gli artigiani, questi hanno il diritto di mettere un'ipoteca legale sull'immobile. Così i costi a carico del cliente raddoppieranno.

«È un rischio concreto», spiega Stéphanie Bartholdi, giurista dell'Associazione proprietari fondiari. Consiglia di chiarire le competenze e la solvibilità di un'impresa generale, informarsi sui progetti di riferimento e chiedere un estratto del casellario giudiziale.

I committenti dovrebbero inoltre pretendere che «gli anticipi e i pagamenti pro rata durante l'esecuzione siano versati su un conto bloccato o fiduciario». In tal modo si evita l'uso improprio dei pagamenti versati, anche se «non c'è una sicurezza totale».

E in caso di dubbio, meglio rinunciare all'acquisto.

Fredy Hämmerli, K-Geld
Silvia Mossi, L'Inchiesta

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