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L'Inchiesta
Edizione: 4/2018 luglio

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4/2018 luglio | pagina 7

Un pieno di zollette
In Svizzera le bibite contengono più zucchero che all'estero. Ma Berna se ne infischia e non tassa i produttori

In Svizzera si assumono 38 chili di zucchero pro capite all'anno. Troppo, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), che consiglia al massimo 17 chili, quindi meno della metà.

L'elevata quantità di zucchero è determinata anche dalle bibite dolcificate. In mezzo litro di Fanta Lemon ci sono 14 zollette di zucchero, nella Coca-Cola 13 e nella Rivella rossa 11.

Anche l'Inghilterra tassa i produttori
Ma è così anche negli altri paesi? La rivista K-Tipp ha confrontato le bevande in vendita anche all'estero. Risultato: in Inghilterra e Irlanda si assume la metà degli zuccheri (vedi tabella). Ma spesso le bibite svizzere sono più dolcificate di quelle francesi, tedesche e austriache.

L'eccessivo consumo di zucchero, unito ad altri fattori, fa sì che in Svizzera quasi un bambino su cinque e quasi un adulto su due siano in sovrappeso. Secondo la fondazione Promozione salute Svizzera, la ricerca dimostra un chiaro nesso tra l'assunzione di bibite zuccherate e il rischio di sovrappeso.

Per combattere l'obesità, dallo scorso aprile Inghilterra e Irlanda hanno introdotto un'imposta sui softdrink con zucchero aggiunto. Per le bibite con più di 50 grammi di zucchero al litro (12,5 zollette), in Inghilterra i produttori devono pagare 25 centesimi, per quelle con oltre 80 grammi 33 centesimi.

Questa misura è stata efficace: Coca-Cola, Nestlé e Schweppes hanno ridotto lo zucchero di alcuni softdrink a meno di 50 grammi al litro.
In Francia, le bibite con zucchero aggiunto sono soggette a un'imposta dal 2012, in Finlandia dal lontano 1940. In Messico, l'imposta introdotta quattro anni fa ha fatto aumentare il prezzo del 12,8%. Il consumo pro capite è così sceso del 3,8%.

In Svizzera, invece, lo zucchero è intoccabile. Lo dimostra ancora una volta la recente bocciatura, da parte del Consiglio degli Stati, dell'iniziativa del cantone di Neuchâtel, che chiedeva l'introduzione di una tassa per finanziare la lotta contro il diabete e l'obesità.

Le lobby influenzano le decisioni politiche
A Berna, il settore dello zucchero ha molti lobbisti. Nel consiglio direttivo del Gruppo d'informazione sulle bibite rinfrescanti siedono manager di Coca-Cola Svizzera, Red Bull e Rivella. Per i lobbisti, una tassa non renderebbe più sani i consumatori.

Secondo la maggioranza dei 152 medici europei, asiatici e statunitensi interpellati dall'Istituto di ricerca di Credit Suisse, lo zucchero è responsabile del diabete di tipo II. Una tassa ne contrasterebbe il consumo eccessivo.

Darko Cetojevic, K-Tipp
Michela Salvi, L'Inchiesta

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