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L'Inchiesta
Edizione: 4/2018 luglio

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4/2018 luglio | pagina 8

Quickzoll, dichiaro e mi metto in fila
La nuova app delle dogane non agevola i turisti degli acquisti: per recuperare l'Iva estera bisogna comunque fermarsi ai valichi

Dallo scorso aprile, le merci acquistate all'estero possono essere sdoganate anche tramite l'applicazione per smartphone "Quickzoll" e non solo depositando la dichiarazione scritta nell'apposita cassetta. Vanno dichiarate le merci con valore superiore a fr. 300.- a persona e al giorno, nonché quelle soggette a dazi quali superalcolici o sigarette.

La rivista Saldo ha messo alla prova l'app dopo un acquisto a Costanza, città tedesca di frontiera. Prima di tutto si inserisce il valore netto di acquisto delle merci, cioè il valore dedotta l'Iva, e se non c'è va calcolato. L'app trasforma poi la valuta estera in franchi svizzeri.

Iva calcolata solo al 7,7%
Se il pagamento è stato effettuato con la carta di credito, sul telefonino compare una ricevuta. Fino all'attraversamento della frontiera ci sono due ore di tempo, trascorse le quali si paga il doppio, a meno di non riuscire a dare un giustificazione plausibile del ritardo in dogana.

Attenzione: l'app calcola l'Iva solo con l'aliquota del 7,7%. Così, per i libri acquistati per la prova, Saldo ha pagato un'imposta troppo alta. L'Iva sui libri, infatti, è solo del 2,5%. Quickzoll non contribuisce nemmeno a ridurre le code ai valichi, considerato che i turisti degli acquisti che comprano più di fr. 300.- di merce difficilmente rinunceranno al rimborso dell'Iva estera. Ma per ottenerlo dovranno comunque fermarsi in dogana per farsi timbrare i giustificativi allo sportello. Contemporaneamente possono sbrigare lo sdoganamento alla dogana svizzera.

L'applicazione sarebbe davvero utile se registrasse per lo meno sia l'Iva estera sia quella svizzera. Ma un'app di questo tipo non è prevista.

Thomas Lattmann, Saldo
Silvia Mossi, L'Inchiesta

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