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L'Inchiesta
Edizione: 4/2018 luglio

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4/2018 luglio | pagina 28

Spese abusive sul conto
La banca deve informare il cliente sui costi delle operazioni. Altrimenti non può fatturarli

Francesca Rovesi (nome fittizio) ha un conto risparmio da banca Cler. Per aver versato fr. 20 mila in un altro istituto di credito, la banca le fattura fr. 38.-. «Non ero stata informata di questa spesa», dice Rovesi.

Nelle condizioni generali c'è scritto che banca Cler può decidere liberamente l'ammontare delle spese imposte per prestazioni che «secondo le circostanze possono soltanto essere pretese contro una remunerazione».

La documentazione dev'essere completa
Per la portavoce Natalie Waltmann, all'apertura del conto ai clienti viene consegnata, oltre alle condizioni generali, una scheda informativa dei prodotti. Ma Rovesi sostiene di non averla ricevuta.

La legge non stabilisce il modo in cui una banca debba informare sulle indennità o le commissioni imposte. La prassi giudiziaria non lascia però spazio ai dubbi: le spese bancarie sono valide se elencate nel contratto e se non sono sproporzionate.

Inoltre, le banche devono informarne i clienti in modo attivo: prima di far loro sottoscrivere il contratto, devono mostrare tutti i documenti importanti, quali le condizioni generali, gli specchietti dei prezzi e gli opuscoli.

Ma spesso le banche non lo fanno. Secondo un'inchiesta di K-Tipp tra dieci istituti, Credit Suisse e Ubs pubblicano una parte delle spese solo su internet, Raiffeisen espone uno specchietto dei prezzi anche in una filiale.

«L'indennità di Cler è illecita»
Thomas Probst, professore di diritto privato all'Università di Friborgo, ritiene «illecita» la spesa fatturata da Cler. La clausola delle condizioni generali non sarebbe precisa. Sarebbe inoltre inusuale e abusiva. In poche parole, non va pagata.

Consiglio: contestate le spese pretese senza il vostro consenso. L'esperienza dimostra che le banche spesso vi rinunciano.

Gian Andrea Schmid, K-Tipp
Michela Salvi, L'Inchiesta

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