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Edizione: 4/2018 agosto

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4/2018 agosto | pagina 22

Macchie indelebili
La vitiligine o malattia delle macchie bianche non è curabile. Alcuni trattamenti promettono un successo almeno temporaneo, ma si rischiano effetti indesiderati anche molto gravi.

Quando si è colpiti da vitiligine, le cellule cutanee smettono di produrre la melanina, il pigmento di colore bruno. Si tratta probabilmente di un problema del sistema immunitario: forma cellule che distruggono quelle pigmentate.

Il motivo per cui ciò accade non è ancora chiaro.

«Di solito le macchie compaiono sulle articolazioni e altre parti esposte», spiega il dermatologo Günther Hofbauer di Wetzikon (Zurigo), secondo il quale le scottature solari e le sollecitazioni meccaniche della pelle possono favorire la comparsa di questa malattia.

I raggi Uv funzionano per poco tempo
La vitiligine insorge quasi sempre in un'età compresa tra 10 e 30 anni e si espande lentamente. Nel caso di stress e sollecitazioni psicologiche, le macchie possono allargarsi a ondate.

Non è una malattia contagiosa e non causa disturbi fisici. Ma è sgradevole e può creare forti disagi psicologici. Per contrastarla ci sono varie terapie, che però presentano a volte forti effetti collaterali (vedi tabella).

Di solito i medici propongono una combinazione di varie cure. Tra queste c'è sempre una terapia con i raggi Uvb, che stimolano le cellule pigmentate a riprendere la produzione di pigmenti. Si rischiano però scottature e l'insorgenza del cancro alla pelle. I solarium non sono indicati, perché emettono raggi Uva.

Oltre all'irradiamento, di solito i medici consigliano le pomate che dovrebbero impedire al corpo di aggredire le cellule pigmentate. Quelle al cortisone, però, assottigliano la pelle. I principi attivi pimecrolimus e tacrolimus sono più tollerati: la loro efficacia è analoga a quella del cortisone e sono adatti anche ai bambini.

Il trapianto di cellule non va bene per tutti
La rete di ricercatori indipendente Cochrane ha analizzato 100 studi sulla vitiligine. Risultato: le terapie che utilizzano i raggi Uv sono state efficaci sul 75% delle zone di pelle interessate dalla malattia. Ma dopo soli due anni le macchie erano tornate di nuovo.

Da alcuni anni si effettua anche il trapianto di cellule sane sulle zone scolorite. Alcuni ricercatori thailandesi hanno osservato che la pelle rimaneva poi pigmentata fino a sei anni. Il trattamento è però adatto soltanto per piccole macchie che non si sono modificate per almeno un anno. Inoltre, è costoso, impegnativo e non funziona su tutti i pazienti.

Se la vitiligine si diffonde velocemente, possono essere prescritte pastiglie al cortisone, che però indeboliscono il sistema immunitario e possono causare osteoporosi.

È possibile evitare i trattamenti applicando un fondotinta resistente all'acqua soprattutto sulle piccole macchie presenti su viso e collo.

Contro quelle su braccia e gambe può essere d'aiuto una crema autoabbronzante. La pelle va protetta con una crema solare.

Luzia Mattmann, Gesundheitstipp
Michela Salvi, Scelgo io

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