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Edizione: 4/2018 agosto

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4/2018 agosto | pagina 1

Occhi, fuori a giocare!
Da piccola adoravo stare all'aperto. Pedalavo, correvo, pattinavo per strada, giocavo con la palla e con le mie amichette saltavo per ore all'elastico. Ginocchia e gomiti erano sempre arancioni, per via del disinfettante che a casa mia andava via come il pane.

Oggi i bambini hanno meno graffi sulla pelle, perché troppo spesso ai giochi all'aperto preferiscono tablet e cellulari. Una tendenza che molti esperti giudicano pericolosa per la vista. Stare a lungo davanti a uno schermo a distanza ravvicinata può causare la sindrome dell'occhio secco anche nei più piccoli, perché si riduce l'ammiccamento e quindi la produzione del film lacrimale. Gli occhi diventano rossi e bruciano e si ha la sensazione che al loro interno vi sia un corpo estraneo.

Gli oftalmologi coreani dell'Università Chung Ang di Seul hanno condotto una ricerca su 916 bambini dai 7 ai 12 anni di età(1). Mediamente il 6,6 % del campione aveva i sintomi della sindrome dell'occhio secco, di cui ben il 97% usava in modo intensivo lo smartphone per 2-3 ore al giorno. Il luogo di residenza fa la differenza: i bambini di città usavano di più il cellulare rispetto a quelli che vivevano in campagna (61% contro 51%) ed erano più colpiti da questa sindrome (8,3% contro 2,8%). Inoltre, ne soffrivano maggiormente i bambini dai 10 ai 12 anni. Infine, i ricercatori hanno scoperto che i sintomi scompaiono stando lontani dai cellulari per quattro settimane.

Ma non è sempre così semplice rimediare. L'uso smodato di smartphone e computer potrebbe addirittura modificare il cristallino e portare alla miopia. Questo difetto della vista è perlopiù ereditario, ma per alcuni studiosi può essere provocato anche da comportamenti sbagliati. E i dati non sono confortanti: secondo l'Ufficio federale di statistica, dal 1992 al 2012 la percentuale di chi porta occhiali o lenti a contatto è salito dal 59% al 64% nella fascia di età tra i 15 e il 39 anni, quella che utilizza di più cellulari e computer(2).

Anche la luce blu emessa dai dispositivi elettronici può danneggiare la vista e da alcuni anni sono in commercio le lenti che la filtrano. Da sempre consigliate soprattutto a chi lavora a lungo al computer, ora sono offerte anche ai bambini. Come a dire: smanettate pure, tanto ci pensano gli occhiali a proteggere i vostri occhi.

Ma che messaggio è mai questo? Ai bambini non servono lenti speciali, mica devono stare ore e ore davanti a uno schermo! Esortiamoli piuttosto a stare di più all'aria aperta e a riscoprire i giochi più semplici e salutari. Solo così li aiutiamo davvero a preservare i loro occhi.


Antonella Sicurello

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