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Edizione: 4/2018 agosto

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4/2018 agosto | pagina 2

Zecche, febbre innocua
L'Ufficio federale della sanità mette in guardia dall'aumento dei casi di febbre dei conigli trasmessa dalle zecche. Ma l'allarme è esagerato.

La tularemia o febbre dei conigli si starebbe diffondendo a macchia d'olio: le persone contagiate dalle zecche sarebbero in continuo aumento. Secondo l'Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp), negli ultimi anni il numero dei casi, soprattutto innocui, sarebbe raddoppiato.

Ma per il medico di Gesundheitstipp Thomas Walser, l'Ufsp creerebbe allarmismi inutili tra la popolazione. Nel 2017 la febbre dei conigli avrebbe colpito appena 129 persone e il suo decorso sarebbe generalmente innocuo. Per un confronto: ogni anno le zecche trasmettono la borreliosi a 10 mila persone.

Consiglio: per proteggersi dalle zecche quando siete nei boschi, rimanete sui sentieri. Secondo lo specialista Norbert Satz di Zurigo, gli spray contro le zecche non offrono una protezione efficace.

Andreas Gossweiler, Gesundheitstipp
Silvia Mossi, Scelgo io



Berna salva il glifosato

Per Berna il glifosato è innocuo. Per alcuni esperti è potenzialmente cancerogeno.

In un recente rapporto, il Consiglio federale scriveva che il glifosato non rappresenta un pericolo per la salute. Basandosi su un test dell'Ufficio federale della sicurezza alimentare (Usav), sostiene che con l'alimentazione non si raggiungerebbe la dose massima giornaliera. L'Usav ha trovato glifosato in quattro alimenti su dieci, soprattutto in leguminose, pasta e fiocchi per la colazione (vedi Scelgo io, febbraio 2018).

Alcuni esperti criticano aspramente il rapporto. «Il Consiglio federale minimizza gli effetti nocivi del glifosato», dice Martin Forter dell'Associazione medici per l'ambiente.

L'Organizzazione mondiale della sanità lo ha classificato tra le sostanze probabilmente cancerogene.

Sulle conseguenze a lungo termine del veleno vi sarebbero ancora poche informazioni.

Sonja Marti, Gesundheitstipp
Michela Salvi, Scelgo io



Allergie da solari
Chi ha una pelle sensibile a rischio allergie può usare creme solari con filtri minerali.

Molte creme solari contengono i controversi filtri Uv chimici. Uno di questi è l'octocrylene, che può causare allergie. Un'inchiesta del Politecnico di Zurigo ha dimostrato che la metà della popolazione ne assorbe troppo, probabilmente attraverso le creme solari.

Alle persone con pelle sensibile, la dermatologa Bettina Schlagenhauff di Küssnacht (Svitto) consiglia di usare creme solari con filtri minerali quali ossidi di zinco o di titanio, come quelle di Weleda o Lavera. «Sono adatte anche in caso di allergia al sole e ai bambini», dice.

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