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L'Inchiesta
Edizione: 3/2002 maggio

Nome: L'Inchiesta
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3/2002 maggio | pagina 17

Un furto d'auto tinto di giallo
Gli agenti della cantonale sostengono di aver atteso due giorni prima di aver fatto rimuovere l'auto. Ma un rapporto sostiene che la polizia avrebbe ritrovato la macchina quando non era ancora stata rubata. Ecco la disavventura accaduta a una lettrice dell'Inchiesta.

Il 15 settembre, ad Albonago, a pochi chilometri da Lugano, la signora Jitka Henryk esce di casa e non trova più la propria macchina, che aveva parcheggiato di fronte a casa. Scatta subito la denuncia del furto. La polizia cantonale di Airolo ritrova la vecchia Mazda a Ronco Altanca, intatta ma con problemi di accensione.

«Senza avvisarmi la polizia ha allora deciso di farla trasportare in un garage» afferma la signora Henryk. «La macchina aveva la targa, risalire a me era semplice. Ma io non sono stata avvisata. Vorrei sapere il perché».

Jitka Henryk avrebbe diritto al trasporto gratuito poiché è socia dell'Automobil club svizzero, come dimostrano due autocollanti incollati sulla macchina. La polizia chiama invece la carrozzeria San Gottardo di Lavorgo che viene a prendere l'auto e la porta nella direzione opposta a quella in cui abita la donna. Per questo trasporto la Henryk riceve una salata fattura: ben fr. 617.-. Protesta, telefona alla polizia, invano: il garage deve essere pagato.

«La carrozzeria mi ha chiesto 617 franchi per un tragitto di 57 chilometri» dichiara Jitka Henryk all'Inchiesta. «Francamente mi sembrano tropppi. E poi sono socia dell'Acs. Avrei avuto diritto al trasporto gratuito. Perché non sono stata avvisata? Non mi sembra giusto derubare una persona già derubata».

«Siamo intervenuti noi perché quella domenica eravamo di picchetto» spiega Luciano Beretta, titolare della Carrozzeria San Gottardo di Lavorgo. «Abbiamo fatto quello che ci è stato chiesto dalla polizia. E dopo aver recuperato la macchina l'abbiamo trasportata al centro della cantonale, ad Airolo».

Secondo il titolare dalla carrozzeria fr. 617.- non sono una cifra eccessiva. «Si tratta di tariffe standard» spiega Luciano Beretta. «Cinque franchi al chilometro, un'ora e mezzo di lavoro, il supplemento del 100% perché era un giorno festivo. Il conto è presto fatto. In ogni caso la fattura l'abbiamo spedita alla polizia e non alla proprietaria dell'auto».

Ma il furto si tinge di giallo. E non per la cifra della fattura.

«Dal rapporto risulta che l'auto è stata ritrovata il giorno 14 settembre alle ore 15.30» afferma Annalisa Gerosa, funzionaria amministrativa della polizia cantonale. «Secondo il rapporto alle 16.30 la signora è stata avvisata. Ma non si è presentata in polizia a compilare il formulario di revoca. La macchina era ferma da 2 giorni ed è per questo che è stato avvisato il garage».

Una spiegazione che lascia esterrefatta Jitka Henryk. «Ma cosa dicono?» esclama la donna «Io non ho ricevuto nessuna telefonata dalla polizia quel giorno. Per un semplice motivo. Il 14 settembre, alle 15.30, io ero ancora in città con la mia macchina. Me l'hanno rubata di notte, come possono testimoniare più persone». L'Acs Ticino ha scritto alla sede centrale di Zurigo sottoponendo il caso e si farà probabilmente carico della fattura. Ma rimane il mistero del rapporto di polizia.

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