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Spendere Meglio
Edizione: 3/2019 giugno

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3/2019 giugno | pagina 5

Troppo caro il noleggio bici
Costerebbe meno regalare migliaia di biciclette piuttosto che sussidiare il bike sharing

I comuni del Locarnese hanno speso milioni per finanziare un servizio di noleggio biciclette. Per il momento, il progetto è un buco nell’acqua.

A Locarno il bike sharing (noleggio biciclette) è gestito da Velospot, della Intermobility SA, assieme alla Fondazione Gabbiano.

Gli utenti pagano circa 50 mila franchi all’anno. I costi di gestione sono nove volte maggiori (vedi tabella). Secondo Edo Carrasco, direttore della Fondazione Gabbiano, nel 2019 dovrebbero ammontare a fr. 445 mila, di cui 315 mila per il personale. La differenza è pagata da comuni, cantone, assicurazione invalidità e sponsor.

Il servizio si sta espandendo nel Bellinzonese e in Vallemaggia. A fine anno, la disponibilità sarà di 115 postazioni e 582 biciclette, tutte nel Sopraceneri. Gli utenti sono 1’297. In media ognuno di loro paga fr. 39.- annui e causa un deficit di gestione di fr. 245.- di cui a fr. 234.- a carico dello Stato.

Poca trasparenza a Lugano
A questa cifra si aggiunge un investimento iniziale di 2,6 milioni di franchi per l’installazione della rete a carico degli enti pubblici. Con questi soldi si sarebbero potute regalare 8’700 biciclette Crosswave Steelrider (fr. 299.- alla Migros). Mentre, con i soldi pubblici necessari a coprire i costi di gestione, ogni 15 mesi si potrebbe regalare una bici nuova a ogni utente.

A Lugano il noleggio biciclette è gestito dalla PubliBike, di proprietà di Autopostale che preferisce non fornire i dati finanziari. «Possiamo ipotizzare che gli abbonati sulla rete Lugano-Paradiso-Malcantone siano circa 2500», dice Fabio Schnellmann, coordinatore di PubliBike.

«I costi a carico della città di Lugano sono di fr. 160 mila. Per rispondere al numero crescente di utenti e noleggi, verrà prossimamente potenziato il parco bici, valutando pure le zone collinari. Dopo il recente ampliamento delle postazioni abbiamo rilevato un notevole incremento delle utilizzazioni, con punte di oltre 500 noleggi giornalieri».

Emil Ferrari e Michele Lepori


La replica della Fondazione Il Gabbiano

Contestiamo con decisione la vostra analisi e le conclusioni da voi tratte. Il nostro progetto ha trovato il consenso dei comuni del Locarnese – e recentemente anche del Bellinzonese – perché concepito in modo serio, economico ed efficiente. Grazie alla collaborazione con il partner Velospot e all’impegno della nostra Fondazione, gli utenti del Locarnese e del Bellinzonese possono usufruire di una rete di biciclette a noleggio diffusa capillarmente nel territorio, a costi assolutamente concorrenziali. Le biciclette messe a disposizione sono di alta qualità e per metà si tratta di e-bike. Grazie al progetto si sta affermando nelle due regioni una nuova cultura della mobilità che porterà a medio e lungo termine grandi vantaggi agli agglomerati urbani del Sopraceneri.

La vostra analisi è costruita in modo superficiale e le vostre conclusioni sono fuorvianti. Inaccettabile è pure il confronto indiretto con il modello in atto nel Luganese perché non vi sono state fornite le necessarie cifre.

A vostra disposizione se vorrete ritornare seriamente sul tema, vi segnaliamo che una valutazione completa del progetto bike sharing del Locarnese e del Bellinzonese non dovrà prescindere dal considerare gli effetti sociali perseguiti dalla nostra Fondazione. La gestione del progetto di noleggio di biciclette consente, assieme a altre iniziative condotte dalla nostra Fondazione, il reinserimento professionale (e sociale) di numerosi giovani che rimarrebbero altrimenti a carico dei servizi sociali. Uno studio SUPSI, svolto alcuni anni orsono, ha dimostrato che quest’azione, se condotta con rigore e continuità, porta Cantone e Comuni a risparmiare cifre molto importanti che incidono direttamente sui costi di tali programmi, ma soprattutto restituisce speranza e fiducia a giovani in difficoltà.

Per la Fondazione Il Gabbiano
Edo Carrasco, direttore



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