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Spendere Meglio
Edizione: 3/2019 giugno

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3/2019 giugno | pagina 8

Viticoltori furbetti
I vini bianchi svizzeri sono venduti spesso in bottiglie da 7 decilitri e non da 7,5. A scapito del consumatore

In Europa le bottiglie di vino sono tutte da 7,5 decilitri, in Svizzera circolano ancora quelle da 7. La differenza, poco visibile, rende difficile il confronto dei prezzi.

Secondo l’Ufficio federale dell’agricoltura, nel 2017 in Svizzera sono stati prodotti circa 40 milioni di litri di vino bianco e poco meno di 39 di vino rosso.

Soprattutto nel canton Vaud, ma anche a Neuchâtel e in Vallese, si imbottigliano vini bianchi relativamente costosi in bottiglie da 7 decilitri e non da 7,5.

La differenza è difficile da percepire a occhio, perché le bottiglie hanno spesso la stessa dimensione, ma per il vetro più spesso o il fondo rialzato contengono meno vino.

Il governo federale appoggia i produttori
Sugli scaffali di negozi come Globus, Coop, Mövenpick e Denner, sono in vendita bottiglie da 7 e 7,5 decilitri, le une accanto alle altre. Diventa così difficile il confronto immediato dei loro prezzi. Bisogna infatti leggere sul cartellino il costo al decilitro. Per i consumatori sarebbe quindi auspicabile una capienza unitaria di 7,5 decilitri.

Nel 1977 i paesi dell’Unione europea si sono accordati sulla norma standard di 7,5 decilitri. Nel 2011 si sarebbe dovuta abolire la bottiglia svizzera da 7 decilitri per migliorare la trasparenza dei prezzi, ma i viticoltori vodesi hanno detto no. L’anno successivo, il Consiglio federale ha stabilito che la bottiglia tradizionale può continuare a essere venduta in Svizzera, ma non può essere esportata.

La Federazione svizzera dei viticoltori ammette però che numerosi membri sarebbero a favore di una standardizzazione, e quindi dell’abolizione delle bottiglie da 7 decilitri.

Ruth Brüderlin, K-Tipp
Michela Salvi, Spendere Meglio



Ebay aumenta le provvigioni sulle vendite online

La commissione di vendita sul portale di aste online è arrivata al 10%. Sui prezzi più alti ora si paga il triplo.

Fino a oggi, per la vendita di merci dai prezzi compresi tra fr. 1.- e fr. 70.-, Ebay prevedeva una commissione del 4,3%. Ora la piattaforma impone ai privati il 10% per quasi tutte le categorie di prodotti. Ne sono esentati le auto, le moto e gli automezzi pesanti, per i quali è prevista una commissione unitaria di fr. 26.93.

L’aumento della provvigione è ancora più netto per i prezzi di vendita tra fr. 70.- e fr. 700.-. Chi vendeva un articolo a fr. 700.- doveva pagare una provvigione di poco meno di fr. 25.- (3,2% più un forfait di fr. 3.02). Ora deve sborsare fr. 70.-, dunque quasi tre volte tanto.

Anche i commercianti professionisti pagano molto di più: per merci fino a fr. 100.-, la commissione è raddoppiata dal 4% all’8,7%, nella categoria elettronica è passata al 5%.

Inoltre, Ebay fa pagare una tariffa d’inserzione fino a fr. 1.29 ad articolo.

La piattaforma ricardo.ch è un po’ meno cara: chiede una commissione del 9%.

Un’alternativa a Ebay e Ricardo è offerta dalle piattaforme di vendita gratuite, come anibis.ch e tutti.ch. Le merci non possono però essere messe all’asta. Sono vendute a prezzo fisso o contrattabile.

bw, ms

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