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Spendere Meglio
Edizione: 3/2019 giugno

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3/2019 giugno | pagina 10

Svizzera ferma al semaforo
In Francia il sistema Nutri-score è diffuso. I produttori e i supermercati elvetici, invece, lo disdegnano ancora

Il semaforo con i valori nutrizionali non piace né ai produttori svizzeri né ai supermercati come Coop e Migros. Che vendono pochissimi prodotti con il Nutri-score.

Sulle confezioni Danonino c’è scritto che 100 grammi di yogurt contengono 10,3 grammi di zucchero o 0,09 di sale. Difficile capire cosa significa dal punto di vista nutrizionale.

La nuova dichiarazione del gruppo francese Danone è molto più chiara. In alto a destra c’è un contrassegno con cinque rettangolini colorati dal verde al rosso, contrassegnati con le lettere da A a E. È evidenziato il rettangolino verde chiaro B. Lo stesso del cottage cheese All I Want. Sul budino Danette, invece, il rettangolo in evidenza è quello centrale giallo, C.

Il verde scuro indica un prodotto tendenzialmente sano, con molti valori nutritivi come proteine, fibre, frutta, verdura e noci. Il rosso, invece, un alimento con molto zucchero, sale o grassi indesiderati. Il giallo sta nel mezzo. Nel sistema di valutazione si conteggiano gli ingredienti desiderati e indesiderati e dal punteggio complessivo si deduce la lettera corrispondente. Danone promette di dotare di semaforo tutto il suo assortimento entro il 2020.

Il nuovo contrassegno è stato sviluppato dallo scienziato nutrizionista francese Serge Hercberg (vedi riquadro). «Aiuta i consumatori a scegliere meglio», spiega. «E spinge i produttori ad adattare le ricette e a realizzare alimenti pronti più sani».

La Francia ha introdotto il semaforo due anni fa. L’adesione è facoltativa. Oltre a Danone, partecipano numerosi altri produttori e catene di supermercati.

In Svizzera il quadro è diverso. Tramite la loro associazione Ig Detailhandel, Coop, Migros, Denner e Manor fanno sapere cosa ne pensano del semaforo: sostanzialmente nulla. Sostengono di informare già sufficientemente sugli ingredienti critici quali zucchero o sale. Aldi Suisse non prevede l’introduzione del semaforo e predilige una «soluzione unitaria a livello europeo». Lidl dice di seguire gli sviluppi.

Anche la Federazione delle industrie alimentari svizzere non ne vuole sapere del semaforo, sostenendo che semplifichi eccessivamente un argomento complesso. Inoltre, i consumatori riceverebbero già informazioni esaustive.

L’Ufficio federale della sicurezza alimentare, invece, è di altro avviso. Le normali indicazioni nutrizionali sulle confezioni non sarebbero sufficienti.



I colori aiutano a scegliere il prodotto più sano

Il simbolo Nutri-score è stato ideato da lei, Serge Hercberg (nella foto). Quante imprese, in Francia, dichiarano gli alimenti con il semaforo?

Oltre 110, il 20% del mercato. Ne fanno parte supermercati quali Intermarché, Auchan o Leclerc. Un’impresa che decide di aderire al progetto deve contrassegnare tutti i suoi prodotti. Non tolleriamo scelte selettive. Alle imprese è concesso un periodo di transizione di due anni. Anche in Belgio e Germania alcuni produttori hanno già adottato questo sistema.

Su ogni pizza surgelata c’è già scritto quanti carboidrati, grassi e vitamine ci sono. Il sistema a semaforo è davvero necessario?

Le dichiarazioni attuali sono più complicate, i consumatori devono confrontare tutti i valori nutritivi tra loro. Nel sistema a semaforo è tutto chiaro già a colpo d’occhio.

Le aziende con prodotti non salutari possono semplicemente rifiutarsi di partecipare. Un semaforo su base facoltativa può funzionare?

Avremmo preferito l’introduzione di un obbligo. Nel 2010, l’Unione europea ha detto no anche grazie al lobbying dell’industria alimentare. Ora gli arbitri sono i consumatori: possono non acquistare gli alimenti senza semaforo.

In Svizzera partecipa attualmente soltanto Danone. Perché?

Danone è un precursore. Spero che il governo svizzero supporti ufficialmente il sistema semaforico, così seguiranno altre imprese.


Eric Breitinger, Saldo
Michela Salvi, Spendere Meglio

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